Altri 96 casi di contagi in città Pompei (Asl): «Il picco è passato»

18 Febbraio 2022

Il responsabile del servizio di prevenzione invita comunque la popolazione a non abbassare la guardia «Tra i fattori concomitanti le basse temperature e l’alto numero di tamponi». Vaccini, numeri in calo

L’AQUILA. Il virus corre ancora veloce in città e nell’Aquilano, come dimostra il numero dei nuovi casi registrati in questi giorni, 114 mercoledì all’Aquila e 96 nelle ultime 24 ore. Soprattutto le scuole sono ancora alle prese con focolai e positività tra alunni e docenti, mentre continua a diminuire la richiesta di vaccinazioni, in controtendenza con la Marsica. Ieri su tutta la provincia sono emersi 413 contagi, di cui 62 ad Avezzano e 22 a Sulmona.
numeri in altalena
«La curva è oscillante», dice il responsabile del servizio di Prevenzione dell’Asl Domenico Pompei, «ma comunque è in calo, rispetto al picco raggiunto nelle scorse settimane. Meglio però non abbassare la guardia e non allentare le misure di prevenzione». Come nel resto d’Italia, alla discesa dei casi giornalieri fa da contraltare il numero ancora piuttosto alto di decessi legati al Covid. Ma come spiegare il colpo di coda che si registra in città? «Può essere dovuto a vari fattori concomitanti», sottolinea Pompei, «e certamente una spiegazione potrebbe essere quella dell’estensione del territorio comunale. La situazione è altalenante: fino a 15 giorni fa era la Marsica l’area più colpita. Nell’Aquilano potrebbe influire anche il clima, per esempio rispetto alla costa: il virus approfitta delle basse temperature e anche dell’abbassamento delle difese immunitarie. Da non sottovalutare, poi, il fatto che nella nostra zona si fanno più tamponi molecolari, a fronte di quelli rapidi e fai da te, in confronto ad altre località. Anche se attualmente viene effettuato un terzo dei test fatti durante il periodo di massima circolazione del virus».
vaccini in calo
Per quanto riguarda la campagna vaccinale, nei due hub cittadini, a San Vittorino e Bazzano, le richieste sono molto diminuite, come conferma Pompei: «Stiamo cercando di capire le motivazioni per cui all’Aquila adesso si vaccina molto di meno rispetto alla Marsica. Probabilmente la ragione del calo sta nell’aver permesso in città il libero accesso e quindi le persone ne hanno approfittato, anticipando le tempistiche delle altre località dove occorre prenotarsi». Con l’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per gli Over 50, il numero maggiore di richieste per mettersi in regola si è verificato tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio: «C’è stato un incremento», aggiunge Pompei, «ma soltanto in quel periodo. Chi voleva vaccinarsi, ormai l’ha fatto». La fascia della popolazione su cui sono concentrate le attenzioni è quella tra i 5 e gli 11 anni, dove va recuperato il gap e dove si verificano più contagi, con ripercussioni sull’attività didattica, nonostante le nuove disposizioni nazionali abbiano limitato i giorni di quarantena e il ricorso alla Dad.
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