Altri insospettabili nel giro dell’usura

Più professionisti avrebbero chiesto prestiti all’ex preside Tonti e alla broker delle assicurazioni finite ai domiciliari
SULMONA. Tanto materiale sequestrato che gli investigatori definiscono “molto interessante” e che potrebbe aprire nuovi scenari nell’ inchiesta destinata ad allargarsi a macchia d’olio.
Sarebbe molto più vasto il fenomeno dei prestiti a strozzo in città che dagli elementi acquisiti finora dalla squadra anticrimine del commissariato di Sulmona coinvolgerebbe altre persone, alcune delle quali insospettabili. Molti professionisti in difficoltà avrebbero fatto ricorso alle due donne arrestate per avere prestiti di denaro, soprattutto alla broker delle assicurazioni che, subito dopo la conferenza stampa della polizia in cui veniva annunciato il provvedimento restrittivo nei suoi confronti, è stata licenziata in tronco dalla compagnia per la quale lavorava.
Nel corso delle perquisizioni eseguite nelle abitazioni dell’ex dirigente scolastica Elvira Tonti e della broker Katia Valeri, la polizia avrebbe trovato tanti riscontri che hanno portato anche al sequestro sia dei computer che dei telefonini in possesso delle donne.
Insomma, tanto materiale sul quale la polizia dovrà lavorare per ricostruire la rete dei prestiti usurari che le due indagate, da qualche anno diventate praticamente inseparabili, avrebbero messo su per ottenere facili guadagni sulla pelle di persone in difficoltà. Una rete molto fitta che si reggeva in considerazione del fatto che le due donne riuscivano a muoversi con estrema facilità perché incensurate e considerate al di sopra di ogni sospetto anche per il ruolo sociale che ricoprivano. Soprattutto la Tonti, considerata da tutti fino al 31 agosto, ultimo giorno di servizio prima del pensionamento, inflessibile, ligia al dovere e rispettosa della legge. Ma secondo le accuse della polizia e della proprietaria di un autolavaggio di Sulmona che l’ha denunciata, la prof prestava i soldi a strozzo da tempo, dunque anche nel periodo in cui ricopriva il ruolo di dirigente scolastica. In quanto alla Valeri una ventina d’anni fa si ritrovò coinvolta in un’altra vicenda di usura. Quella volta però furono lei è il marito a restare vittime di un usuraio. Fu lei stessa a denunciarlo e a farlo arrestare. Una vicenda che ancora oggi a Sulmona sono in molti a ricordare. La trappola allora scattò all’appuntamento per la consegna del denaro. Nel luogo previsto, oltre alla Valeri, c’era anche la polizia che sorprese con le mani nel sacco l’usuraio che finì in manette.
Ma per tornare all’oggi, c’è attesa per l’interrogatorio di garanzia, davanti al gip Marco Billi, che dovrebbe svolgersi tra mercoledì e giovedì della prossima settimana.
Per l’accusa le due donne concedevano soldi in prestito con interessi del 240 per cento annui.
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