Alunni a Collemaggio, critico il Pd
I Democratici: «È un altro spot». Chiesto un tavolo con presidi, docenti e famiglie
L’AQUILA. «L’amministrazione comunale ha deciso di tirare dritto sul progetto del nuovo polo scolastico di Collemaggio che, nelle intenzioni, dovrebbe ospitare circa 1.000 studenti dell’ex scuola elementare e dell’infanzia di San Bernardino e della media Carducci nell’area collinare che si trova tra il canile sanitario e il complesso Rotilio». Esordisce così in una nota il Pd aquilano che aggiunge: «Se tutto dovesse filare liscio e se la direzione regionale dei Beni culturali dovesse decidere di sciogliere il vincolo che grava sull’area, gli alunni entrerebbero nelle nuove scuole non prima del 2030, a 21 anni dal terremoto. Sorvolando, almeno stavolta, sul fallimento dell’amministrazione Biondi che, pur avendo indicato la ricostruzione dell’edilizia scolastica come una priorità già nel 2017, in 7 anni non ha inaugurato neanche una scuola, se non gli edifici di Pettino e Arischia la cui ricostruzione era stata avviata dall’amministrazione di centrosinistra, torniamo a chiedere al sindaco e alla sua giunta di aprire un confronto con la città sulla futura localizzazione delle scuole».
Il Pd chiede un tavolo permanente con presidi, docenti, genitori e studenti, alla presenza degli enti preposti poiché ritiene che «problemi di viabilità a parte, concentrare 1.000 studenti in quell’area la renderebbe viva solo negli orari scolastici, privando al contempo il centro storico e altri quartieri della vita che ruota attorno alla scuola. Riteniamo necessario, al contrario, che si diffondano le scuole sul territorio quale vero e proprio elemento rigenerativo urbano, tanto del centro storico – dove è imprescindibile collocare almeno un ciclo formativo, dall'infanzia alla secondaria di primo grado – quanto dei quartieri periferici, dentro un progetto urbanistico compiuto. Le scuole rappresentano una funzione di base essenziale, fondamentale in un centro storico, a meno di non voler condannarlo ad una mera vetrina commerciale. Ma è proprio questo che manca, un progetto urbanistico compiuto. Come per altre vicende, si sta procedendo con interventi spot, o peggio a chiamata, senza un progetto d’insieme, che potrebbe rivitalizzare un’area preziosissima».
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