Alunni tre settimane al freddo Ecco gli effetti del caro bollette

Circolare del sindaco ai presidi: «Non consentita l’accensione dei riscaldamenti prima del 15 ottobre» Proteste di insegnanti e genitori per le basse temperature nelle aule ospitate nei Moduli provvisori
L’AQUILA. Per tre settimane gli alunni e gli studenti dell’Aquila, con i loro insegnanti e tutto il personale scolastico, dovranno sopportare il freddo in aula. Anche quelli ancora costretti a studiare dentro alle lamiere dei Musp.
Quest’anno, infatti, non ci saranno deroghe alla normativa per anticipare l’accensione degli impianti termici: i riscaldamenti non si potranno quindi attivare prima del 15 ottobre. Categorica in tal senso è la circolare inviata ai presidi dal Comune nei giorni scorsi. La causa ufficiale della decisione è il caro bollette che colpisce con forza il Comune dell’Aquila, come tutti gli enti pubblici, con vere e proprie stangate dovute alla crisi energetica in corso. «Disposizioni sul contenimento dei consumi energetici. Comunicazione attivazione ed esercizio degli impianti termici presso le sedi scolastiche stagione termica 2022-2023»: così si legge già nell’oggetto della missiva inviata ai presidi nei giorni scorsi e firmata dal sindaco Pierluigi Biondi e dall’assessore Vito Colonna, oltre al dirigente comunale Mauro Bellucci.
È la stessa circolare ad ammettere che il freddo in città è già arrivato, come lamentano da giorni insegnanti e genitori che segnalano bimbi e ragazzi, soprattutto nelle prime ore del mattino, costretti a coprirsi mentre seguono le lezioni. Si legge nel testo della missiva comunale: «La presente per comunicare che nonostante le avverse condizioni climatiche e il calo delle temperature registrate nel nostro territorio, non è consentita, in linea con le disposizioni governative, l’accensione anticipata degli impianti di riscaldamento rispetto alla data prevista del 15 ottobre». Quindi la circolare invita i presidi «a fornire adeguata informazione alle famiglie interessate».
Pur segnalandole, la circolare non cita dettagliatamente le disposizioni governative che impongono lo stop a possibili deroghe dell’accensione dei termosifoni. Nell’oggetto della missiva, però, si citano tre decreti del passato (dal 1993 al 2013), cioè quelli che fissano le normali regole per l’accensione dei riscaldamenti. È proprio questa normativa a indicare la città dell’Aquila come appartenente alla fascia climatica della “Zona E”, in una scala che va da “A” a “F”, in cui quest’ultima è riservata per i territori con ambiente più rigido di tutti e quindi senza limiti nell’accensione degli impianti termici. Chi vive all’Aquila, invece, in quanto in zona “E”, può accendere i termosifoni per 14 ore giornaliere ma soltanto dal 15 ottobre al 15 aprile di ogni anno.
Come ricorda la stessa normativa, questi limiti non si applicano per le scuole materne e gli asili nido, imponendo i paletti solo dalle elementari a salire.
Destinatari della missiva di Biondi, Colonna e Bellucci sono innanzitutto la responsabile del “Diritto allo studio” del Comune dell’Aquila Sonia Nurzia, ma anche i sei presidi delle scuole aquilane. Si tratta precisamente di Agata Nonnati dell’Istituto compressivo Carducci, Antonella Conio dell’Alighieri, Giovanna Caratozzolo del “Paganica”, Monia Lai del Mazzini e Marcello Masci del Rodari.
Quest’ultimo è uno dei più interessati dal problema delle scuole ancora ospitate nei Musp, cioè i “Moduli ad uso scolastico provvisorio”, in cui dopo il sisma ancora oggi seguono le lezioni centinaia di studenti.
«Chiaramente i Musp con il freddo danno problemi, rispetto alle strutture in muratura», spiega lo stesso preside Masci, continuando: «Al momento non evidenziamo gravi problemi, ma se dovesse registrarsi un calo termico ulteriore, allora saremmo preoccupati per i nostri studenti e chiederemmo all’ente di poter accendere i riscaldamenti in anticipo rispetto alla data del 15 ottobre, cosa che quest’anno per la prima volta non sarebbe possibile fare». I timori del personale sono soprattutto per i bimbi più piccoli nelle giornate di freddo.
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