Ama, i sindacati difendono l’accordo «È il nostro futuro»
L’AQUILA. Un accordo da difendere, nonostante «permanga un divario tra chi è stato assunto prima e dopo il 1999». I sindacati intervengono sulla spaccatura registrata tra i 130 dipendenti dell’Ama,...
L’AQUILA. Un accordo da difendere, nonostante «permanga un divario tra chi è stato assunto prima e dopo il 1999». I sindacati intervengono sulla spaccatura registrata tra i 130 dipendenti dell’Ama, che dovranno approvare attraverso un referendum interno l’accordo sulla contrattazione di secondo livello, riconquistata dopo una lunga mobilitazione e l’intervento del sindaco Pierluigi Biondi. Ma una cinquantina di lavoratori, coloro che sono stati assunti prima del 1999, perderanno l’Edr, una quota fissa nella busta paga, e sono pronti a ricorrere alle vie legali. Una presa di posizione che non piace al resto del personale e neanche ai sindacati, che temono ripercussioni sul futuro dell’azienda. «I lavoratori da domani saranno tutti uguali? Purtroppo no», spiegano i sindacati, «perché permane ancora un divario tra chi è stato assunto prima del 1999 e i post 1999. L’accordo ora c’è: chi in queste ore lo contrasta, credendo di mantenere ad ogni costo la propria condizione di vantaggio, deve sapere che sta rischiando di vanificare il sacrificio della collettività aquilana, la speciale attenzione riservata alla vertenza dalla politica e dai livelli istituzionali locali nonostante la consapevolezza che non vi sarà una seconda occasione, volendo condannare anche per via giudiziaria i colleghi a un salario inferiore ma condannando, in tal modo, tutti a una condizione peggiore in termini economici e normativi, ma soprattutto mettendo a repentaglio il futuro dell’azienda pubblica di trasporto locale». Le organizzazioni sindacali ricordano il lungo percorso che ha portato al risultato ottenuto: «Quali sono stati i passaggi di questi mesi? Affidamento in house decennale, definizione del costo standard del servizio, ricapitalizzazione pari a 1 milione e 300mila euro vincolata a un piano di ristrutturazione e razionalizzazione dei costi, stanziamento di 400mila euro da parte della Regione, legato alle maggiori percorrenze». Secondo i sindacati, «l’obiettivo del nuovo accordo è stato quello di ripartire le ridotte risorse a disposizione, tendendo ad un riequilibrio. Ciò ha portato al riconoscimento a tutti i lavoratori di una somma mensile fissa in busta paga. Norme certe per turnazioni e altro. Ulteriori indennità legate alle mansioni e la certezza di un premio di risultato». (r.s.)
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