«Amareggiati da Gabrielli»

30 Marzo 2015

«Alla Protezione civile dico: i soldi vi servono? Va bene, riprendeteveli. Ma visto che siete così potenti, ridateci i nostri cari». Sono le parole di Aldo Scimia, vigile urbano dell’Aquila che nel...

«Alla Protezione civile dico: i soldi vi servono? Va bene, riprendeteveli. Ma visto che siete così potenti, ridateci i nostri cari». Sono le parole di Aldo Scimia, vigile urbano dell’Aquila che nel terremoto del 6 aprile 2009 ha perso la madre ed è una delle parti civili a cui la Protezione Civile ha chiesto la restituzione delle somme risarcitorie stabilite nella sentenza di primo grado nel processo alla Commissione Grandi Rischi. «Leggendo la lettera della Protezione civile ho provato un grosso stupore, un grosso sgomento, e molta amarezza, ma nulla più perché non mi aspetto molto: dal 7 aprile di sei anni fa gli eventi si sono susseguiti sempre nella stessa direzione, non è mai cambiato nulla». In riferimento alla posizione del capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che ha inviato la lettera di messa in mora, Scimia dice: «In tutta onestà mi sembra facile dire così, però forse è anche la mia incapacità a capire. La comunità si trascina, non vedo più la capacità di indignarsi».