Ambientalisti: «Non è finita» Snam: procedure corrette

SULMONA. Non è persa la battaglia sulla realizzazione della centrale del gas a Case Pente. Ne sono convinti sindaci, amministratori e ambientalisti del territorio dopo la doppia bocciatura da parte...
SULMONA. Non è persa la battaglia sulla realizzazione della centrale del gas a Case Pente. Ne sono convinti sindaci, amministratori e ambientalisti del territorio dopo la doppia bocciatura da parte del Consiglio di Stato dei due ricorsi presentati da Regione e Comune di Sulmona (assieme ad altri Comuni della zona). Ma la risposta dei giudici amministrativi dà un duro colpo al fonte del no. «Ho condotto in questi anni con molta convinzione, insieme ai sindaci del territorio, una battaglia contro quest’opera e la sentenza lascia aperti i dubbi sulla sua pericolosità», avverte il sindaco di Sulmona Annamaria Casini. «Resta la convinzione di un rischio d’impatto ambientale negativo della centrale di compressione, su cui ora chiedo alla politica, a livello regionale e in particolare al governo, di proseguire la battaglia anche in considerazione delle politiche energetiche sempre più rivolte a fonti alternative». Rammaricata la consigliera regionale e sindaco di Prezza Marianna Scoccia. «Una decisione che spazza via le speranze di bloccare un’opera anacronistica e fortemente impattante per l’intero territorio», dice, «da amministratore sono stata sempre al fianco del territorio, ho sempre cercato di dare voce alle migliaia di cittadini, ai comitati e a tutti i sindaci contrari. Ritengo che sia ancora percorribile una strada per limitare l’impatto della centrale, chiederò quindi all’assessore all’Ambiente Campitelli di avviare interlocuzioni con il governo e la Snam, affinché venga costruita una centrale green».
Amareggiato anche il sindaco di Pratola Antonella Di Nino: «La decisione ci amareggia, poiché riteniamo fondati i rilievi del ricorso», commenta, «dopo gli sforzi, i documenti e gli atti degli enti locali in questi anni, a giocare un ruolo decisivo è il governo. Ai parlamentari abruzzesi, soprattutto di maggioranza, il compito di continuare ad attivarsi per quanto nelle loro possibilità. La nostra contrarietà resta ferma e incondizionata». Gli ambientalisti si dicono pronti a continuare la lotta: «Per noi la partita non è chiusa», avverte Mario Pizzola, del No hub del gas Abruzzo, «la centrale non potrà essere costruita se prima non verrà autorizzato il metanodotto. Sul piano legale non è detta l’ultima parola: il Comune dell’Aquila dovrà ancora opporsi alla sentenza del Tar. Sul piano politico metteremo in atto tutte le iniziative affinché il Governo cancelli quest’opera».
Soddisfatta la Snam: «La decisione conferma la correttezza delle procedure amministrative di Snam per l’impianto, che sarà realizzato con le tecnologie più avanzate per i massimi livelli di sicurezza e compatibilità ambientale», spiegano dalla società, «proseguiremo il dialogo con amministrazioni locali e cittadini, a beneficio del territorio».
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