Ambiente e prevenzione targati L’Aquila
Domani a Roma un convegno con il gruppo di studio della Civil protection and emergency academy
L’AQUILA. Ci sarà anche il “Civil protection and emergency academy” dell’Aquila ai “Dialoghi sulla sostenibilità-Roma 2016”, una serie di incontri organizzati in occasione del Giubileo della Misericordia dagli atenei riuniti nel Comitato regionale di coordinamento delle Università del Lazio (Crul). Il gruppo di studio aquilano, con sede in via dell’Arcivescovado e diretto da Sandro De Santis, parteciperà al primo convegno di domani dal titolo "Ambiente, città e territorio", incontro coordinato dall’Università Roma Tre e che si svolgerà nell’Aula Magna del Rettorato in via Ostiense 159 a Roma, dalle 9.30 alle 17. “Civil protection and emergency academy” è stato costituito dall’Università degli studi internazionali di Roma (Unint) e, unico in Europa, è finalizzato alla formazione e alla ricerca in materia di Protezione civile. Altri filoni della ricerca sono gli aspetti economici relativi alla messa in sicurezza del territorio, ripristino e ricostruzione del patrimonio edilizio, ambientale, storico e infrastrutturale dopo gli eventi calamitosi. La relazione del gruppo aquilano che sarà presentata a Roma anche da Pasquale De Santis, propone alcuni spunti.
ITALIA A RISCHIO. «L’Italia», si legge nella relazione, «è un Paese ad alto rischio. Terremoti, alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche, incendi, ogni anno devastano il territorio. Ai rischi naturali si sommano quelli legati alle attività dell’uomo che contribuiscono a rendere fragile il nostro territorio».
COSA SI PUO’ FARE? Conoscere un fenomeno è il primo passo per imparare ad affrontarlo nel modo più corretto e a difendersi da eventuali pericoli ed è un fondamentale strumento di auto-protezione e di sostenibilità alla vita quotidiana. Scoprire cosa fare, come comportarsi e come intervenire prima, durante e dopo una situazione di emergenza è di vitale importanza. Farsi la domanda “cosa potrebbe succedere” e darsi obbligatoriamente delle risposte a “cosa devo fare” è doveroso da parte degli amministratori della Pubblica amministrazione, così come portare a conoscenza dei cittadini i rischi che incombono sul proprio territorio, formarli ed informarli a seguire regole di comportamento che aumentano notevolmente la sicurezza nei confronti di qualsiasi evento.
REGOLE DI AUTOPROTEZIONE. «In qualsiasi luogo ci si trovi, bisognerebbe sempre domandarsi che cosa può succedere, quali possono essere i rischi, cosa bisogna fare, cosa bisogna guardare, quale comportamento bisogna adottare, quali misure di protezione, le via di fuga, le uscite di sicurezza. Ogni cittadino dovrebbe domandarsi se è abbastanza preparato a quel che può accadere, come ci si può preparare al meglio per far fronte ad un’eventuale calamità». Ad esempio, “ci si dovrebbe informare se il proprio Comune ha un piano di Protezione civile” e sarebbe opportuno “preparare un piano di emergenza anche in famiglia, dove riunirsi in caso di terremoto e valutare le vie di fuga, tenere in casa cassetta di pronto soccorso, torcia elettrica, estintore e radio a pile”.
GLI INTERVENTI. Servono interventi strutturali ma anche non strutturali quali “la pianificazione di emergenza, le esercitazioni di protezione civile, la formazione e l’informazione alla popolazione. Tra gli strumenti di prevenzione c’è l’allertamento, la pianificazione d’emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza di protezione civile, l’informazione alla popolazione e l’applicazione della normativa tecnica. L’attività di previsione punta a identificare gli scenari di rischio e, quando possibile, a preannunciare, monitorare, sorvegliare e a vigilare in tempo reale gli eventi e i livelli di rischio attesi».(r.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

