Ambulanti pronti alla difesa del mercato

Le associazioni preparano la manifestazione. Il presidente Di Pangrazio: «I banchi tornino in centro»
AVEZZANO. Fiva-Confcommercio, Cidec e Confesercenti sfogliano la margherita per decidere verso quale forma di protesta far sfociare lo stato di agitazione stabilito nel faccia a faccia con gli ambulanti: nuovo sciopero o manifestazione post mercato per non incidere sui già magri bilanci degli addetti ai lavori? «Una cosa è certa», affermano i rappresentanti di categoria, Giovanni Cioni, Roberta Masci e Carlo Rossi, tornati a riunirsi per stabilire la linea, «visto il persistere della situazione ostile del sindaco e degli amministratori, scenderemo di nuovo in campo a protestare per lo spostamento del mercato che doveva essere sperimentale ma pare non abbia fine». La giunta, infatti, aveva stabilito 4 settimane di prova. «L’amministrazione», sostengono le associazioni, «rigettando ogni nostra proposta o richiesta di incontro per un confronto reale, anche coi commercianti, rimane sorda, mentre in queste 13 settimane nella zona nord il sindaco non si è mai visto. La situazione va sempre più degenerando, con sempre meno banchi, come ha potuto constatare la consigliera Luigia Francesconi: ogni sabato ha potuto vedere i disservizi, la scarsa clientela e le discussioni». Quadro a tinte fosche che, dopo qualche mese di attesa ha ridato fiato alla protesta che, se non ci saranno intoppi, dovrebbe scattare con il prossimo appuntamento. Le associazioni, infatti, hanno già avviato le procedure di rito per chiedere le autorizzazioni. Nel frattempo, in settimana, sul tavolo della commissione, composta dall’assessore alle Attività produttive, Renata Silvagni, i consiglieri Francesconi e Vincenzo Ridolfi, e la presidente della Cidec, Masci, dovrebbero arrivare i pareri degli uffici sulla proposta alternativa in centro degli ambulanti.
Sulla controversa vicenda è intervenuto il presidente del consiglio regionale, l’uscente e ricandidato Giuseppe Di Pangrazio. «Molti esercenti mi fermano per strada e mi dicono di essere in sofferenza», dichiara, «che i guadagni del sabato si sono azzerati. La curiosità iniziale è finita in un doppio risultato negativo: mercato semideserto e centro cittadino vuoto». Quanto basta, secondo Di Pangrazio, perché «l’amministrazione faccia un passo indietro, trasferendo sabato stesso il mercato nella zona centrale. Così da ridare sostegno occupazionale ai 150 ambulanti in difficoltà ma anche ai tanti esercenti che sono intorno all’area mercatale che in quel giorno potevano contare su migliaia di persone provenienti da tutta la provincia. Un indotto enorme che oggi stiamo perdendo. Sbagliare è umano, perseverare sulla pelle della gente è diabolico». (m.s.)
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