Ambulatori in vacanza, Tordera si scusa

Servizi sospesi a Pescina per la festa patronale. Il manager Asl: è intollerabile, indagine sulle omissioni
PESCINA. Un’indagine interna per capire chi ha ordinato la sospensione dei servizi sanitari nel giorno della festa patronale di Pescina. La protesta dei pazienti, denunciata al Centro, ha fatto infuriare il manager della Asl provinciale, Rinaldo Tordera. Ieri mattina sono arrivate le scuse dal numero uno dell’azienda sanitaria.
«È un fatto intollerabile e chiedo scusa agli utenti per i disagi che hanno subìto a Pescina», afferma Tordera, «avvierò subito una verifica interna per capire cosa è accaduto e se vi sono delle responsabilità degli uffici competenti».
La chiusura di alcuni servizi si è verificata lunedì nell’ex ospedale “Rinaldi” di Pescina, attualmente trasformato in Pta (Presidio territoriale di assistenza). Il Cup, il centro prelievi, la Radiologia non erano in funzione, così sono saltati prelievi e lastre. Il 2 maggio ricorrono infatti i festeggiamenti per il vescovo dei Marsi San Berardo, nato a Colli di Monte Bove e le cui spoglie furono traslate nella cattedrale di Santa Maria delle Grazie a Pescina. La festa religiosa, però, in questo caso si è trasformata anche in festività lavorativa.
Senza alcun preavviso, i servizi sono stati sospesi, fra le proteste degli utenti.
«Siamo stati costretti a dover percorrere parecchi chilometri di strada in più e a spendere molti soldi per poter fare delle visite urgenti in strutture private», hanno lamentato alcuni utenti, «non è possibile bloccare un servizio sanitario e rimandare a casa tanta gente per la festa patronale che ha un valore soprattutto religioso».
Da qui la puntuale replica del manager Tordera.
«In attesa di compiere in tempi molto rapidi queste indagini interne», precisa il direttore generale della Asl, «per acquisire elementi di valutazione del fatto e accertare eventuali omissioni, non posso non condividere il risentimento degli utenti che non hanno potuto usufruire delle prestazioni. Farò in modo», conclude il manager, «con azioni concrete, che episodi di questo genere non si ripetano mai più perché la sanità è un servizio pubblico fondamentale per la comunità e va svolto dando tutte le garanzie al cittadino».
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