Amici di Alessio mobilitati: basta morti su quella strada

Sui social campagna di sensibilizzazione per la sicurezza della Provinciale Sp125 E il figlio di una vittima s’appella alla Provincia. Scatta la petizione a Magliano
AVEZZANO. #SP125SICURA. Nella simbologia social c’è la richiesta d’aiuto per spingere la Provincia a intervenire. L’hashtag, il nome della strada maledetta e una speranza per limitare i pericoli lungo una lingua d’asfalto che ha spezzato già troppe vite. L’iniziativa è partita da Pasqualino Di Cristofano, figlio di una delle vittime, ed è stata subito condivisa dalla fidanzata di Alessio Cipollone, il 19enne di Cese morto nell’incidente di lunedì, che a sua volta l’ha rilanciata. Hashtag subito rimbalzato su Facebook e su Instagram tra i tanti amici che hanno amato il giovane. Un appello virale, tanto che in poco tempo sono stati numerosi coloro che hanno condiviso #SP125SICURA con l’obiettivo di sensibilizzare il presidente della Provincia, Angelo Caruso, e il consigliere delegato alla Viabilità, Gianluca Alfonsi. Più o meno lo stesso obiettivo che ha spinto l’ex consigliere provinciale, Di Cristofano, a inviare una lettera a Caruso. Di Cristofano sulla Provinciale 125 ha perso la madre, Giovanna Gentile. Sono state quattro le vittime in sei anni lungo una strada con scarsa segnaletica e asfalto malridotto. Domenica, a partire dalle 9, ci sarà una raccolta firme in piazza della Repubblica a Magliano. Petizione condivisa dal sindaco Mariangela Amiconi. «Caro presidente», è l’appello lanciato da Di Cristofano, «ti scrivo dopo che anche il rito cristiano ha avuto il suo compimento nell’ennesima tragedia sulla Sp 125. Un rito che per molti delinea la temporalità dell’attenzione su un evento. Per molti, non per tutti. Ancora una volta una madre e un padre, una famiglia, una comunità non riabbracceranno un figlio. Ancora una volta, probabilmente, qualcosa andava fatto. Sono stato un amministratore per molti anni e conosco perfettamente le criticità della macchina amministrativa, ma sono altrettanto cosciente dell’inderogabile necessità di intervenire su quella maledetta strada. Quell’arteria provinciale va messa in sicurezza. Non può esserci altra priorità che predisporre interventi che possano evitare ulteriori morti innocenti. La morte è l’estrema conclusione della vita terrena di un individuo, ma è anche l’atroce sofferenza di chi resta. Quando arriva improvvisamente, togliendoti ciò che hai di più caro, ti devasta... istantaneamente il vuoto. Un vuoto immenso, duro, che ti uccide dentro. Alessio era giovanissimo, come lo era Miriam Di Carlo, è ingiusto che abbiano smesso di vivere il sogno della loro vita così presto. Chi ha la responsabilità della gestione pubblica ha l’obbligo di tutelare le giovani generazioni, ha il dovere morale di favorirne la crescita e garantirne il futuro. Una strada che miete giovani vittime va sistemata, senza ulteriore indugio».
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