Amiternum, l’Università compra i terreni

L’Ateneo annuncia il progetto per le attività di scavo nella zona archeologica che sarà valorizzata
L’AQUILA. La Amiternum di epoca medievale rivivrà attraverso le nuove tecnologie. Ricostruzione 3D di edifici del passato, percorsi di realtà virtuale e aumentata saranno alla base del primo laboratorio di Ateneo a cielo aperto per gli studenti di Archeologia, Storia, Museologia, ma anche Ingegneria. Il progetto, a cui si lavora da anni, sarà possibile grazie al recente acquisto, da parte dell’Ateneo, dei terreni di Campo Santa Maria nella zona archeologica di Amiternum sulla quale sorge lo scavo iniziato nel 2012.
L’operazione sarà presentata domani, nella sala riunioni del Rettorato a Palazzo Camponeschi, in piazza Santa Margherita. L’incontro costituirà «l’occasione per presentare agli organi d’informazione il progetto di messa in sicurezza e valorizzazione dello scavo archeologico che dovrebbe diventare un modello di welfare culturale ideato grazie anche alla costante e proficua collaborazione tra l’Università degli studi dell’Aquila e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e il cratere», come spiegato dai rappresentati di Ateneo. Alla conferenza interverranno il rettore Edoardo Alesse e Alessandra Vittorini, dirigente della Soprintendenza unica. L’acquisto del terreno, insomma, è solo il primo passo verso un progetto ambizioso e di ampio respiro. Al margine della città romana di Amiternum, alle spalle del teatro, dove sorge la chiesa medievale nella zona di Campo Santa Maria, infatti, si intende realizzare un laboratorio a uso degli studenti di Ateneo, ma che possa anche essere un valore aggiunto per la città, un luogo di attrazione turistica. L’intera area, già oggetto di scavi, infatti, sarà valorizzata attraverso l’apposizione di cartellonistica adeguata e ricostruzioni tridimensionali che possano far rivivere l’Amiternum del passato. Un progetto sperimentale di grande valore che vedrà il contributo, oltre che di Università e Soprintendenza, anche del Comune. Le ultime ricerche condotte dalla cattedra di Archeologia medievale nella zona di Santa Maria hanno contribuito in maniera sostanziale a individuare almeno 14 periodi di frequentazione del sito, le cui strutture rinvenute, comprese tra il I secolo a.C. e il tardo XIV secolo, appartengono ad almeno 9 edifici differenti. Gli edifici potrebbero essere i resti dell’insediamento intorno alla cattedrale di epoca longobarda, già individuata dagli scavi degli anni passati.

