Amiternum, Protezione animali contro la nuova viabilità

L’AQUILA. «L’ampliamento e la costruzione di nuove quanto inutili strade nel territorio del parco di Amiternum rappresenterebbe un vero e proprio scempio non solo per l’area archeologica e le...
L’AQUILA. «L’ampliamento e la costruzione di nuove quanto inutili strade nel territorio del parco di Amiternum rappresenterebbe un vero e proprio scempio non solo per l’area archeologica e le preziosissime testimonianze del passato, ma anche per la tutela della biodiversità e dei numerosi animali selvatici che abitano la zona. Un’area che, tra l’altro, risulta strettamente vincolata anche dal punto di vista paesistico».
Questo è il commento della Protezione Animali in merito ai progetti, uno della Provincia e uno dell’Anas, che prevederebbero «una colata di catrame», si legge in una nota, «su un territorio particolarmente prezioso per la natura e per la storia del nostro Paese. Nella zona esistono già numerosissime strade, più che sufficienti per la viabilità: si tratta infatti di luoghi poco popolosi e poco trafficati. Non si comprende quindi questa necessità, soprattutto in un territorio dove i soldi pubblici potrebbero essere utilizzati in ben altro modo viste le ferite non ancora sanate del terremoto».
«È assurdo», prosegue l’Enpa, «che si possa autorizzare, in una zona di conservazione integrale, l’ampliamento di una strada esistente (nel caso della Provincia), e la costruzione di una nuova arteria proposta dall’Anas, che dividerebbe l’area archeologica e che impedirebbe agli animali selvatici di percorrere quei corridoi naturali necessari per la loro vita».
Per questo motivo, «l’Enpa invita tutti i cittadini a sottoscrivere una petizione sulla piattaforma change.org, raggiungibile a questo indirizzo http://urlin.it/12e148, per chiedere al ministero dei Beni culturali, al ministero dell’Ambiente e ai vertici della Regione Abruzzo di impedire questo scempio».
«Speriamo», conclude la Protezione Animali, «che le voci dei cittadini, che hanno a cuore non solo la natura e la tutela degli animali, arrivi a chi di competenza. È ora di archiviare la politica del cemento e dell’asfalto che sta distruggendo il nostro Paese, per rivalutare i preziosi beni archeologici e naturali di cui l’Abruzzo dispone ma che vengono sempre di più messi a rischio».
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