AmoRosa contesta i piani Asl e chiede servizi più efficienti
CASTEL DI SANGRO. Scende in campo anche l’associazione AmoRosa contro la “malasanità” a Castel di Sangro. Il sodalizio composto da sole donne, dopo la vicenda del reparto di chirurgia, prima chiuso...
CASTEL DI SANGRO. Scende in campo anche l’associazione AmoRosa contro la “malasanità” a Castel di Sangro. Il sodalizio composto da sole donne, dopo la vicenda del reparto di chirurgia, prima chiuso e poi dopo due giorni riaperto, si è riunito in città e protesta contro la gestione della salute pubblica in Alto Sangro, chiedendo di cambiare i servizi del presidio ospedaliero. «Bisogna caratterizzare l’ospedale», commenta Raffaella Dell’Erede, presidente di AmoRosa, «rendendolo centro specialistico di medicina dello sport, ortopedia e pronto soccorso. Per questo chiediamo l’appoggio di istituzioni e associazioni». La riunione si è tenuta alla presenza di un folto pubblico e del sindaco Angelo Caruso.
«I continui tira e molla», aggiunge Dell’Erede, «nei confronti dei servizi sanitari del nostro territorio impone una riflessione condivisa. Vogliamo che la comunità dell’Alto Sangro riacquisti una dignità che passa per il diritto alla salute».
Per i responsabili dell’associazione la chiusura del reparto di chirurgia è l’ultimo episodio di una lunga serie di soppressioni di servizi nella città. Le attività erano state sospese senza preavviso dalla Asl, spinta dalla mancanza di personale nel reparto. A decidere di rendere nuovamente operativo il reparto con 11 posti letto è stata la direttrice sanitaria della Asl Simonetta Santilli. (m.lav.)
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