Anarchici, telefono e pc sequestrati ad Aloisi

11 Agosto 2023

L’AQUILA. C’erano anche alcuni numeri della rivista clandestina “Bezmotivny – Senza Motivo” tra il materiale riconducibile al mondo anarchico sequestrato dagli agenti della Digos a casa di Luca...

L’AQUILA. C’erano anche alcuni numeri della rivista clandestina “Bezmotivny – Senza Motivo” tra il materiale riconducibile al mondo anarchico sequestrato dagli agenti della Digos a casa di Luca Aloisi, il 47 aquilanocoinvolto nell’operazione Scripta Scelera contro i militanti anarchici. Indagine che ha portato in carcere Luigi Palli di Carrara. Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Gino Vatteroni, Paolo Arosio, Gaia Taino (insegnante di matematica al Liceo scientifico di Carrara), tutti residenti a Carrara. Infine, insieme ad Aloisi, l’obbligo di dimora è scattato per Andrea Grazzini e Jessica Butori (Lucca), Veronica Zegarelli (Imola) e Michele Fabiani (Campello sul Clitunno, Perugia). Una decima persona, F.R. (Spoleto), è solo indagata. Dieci in tutto le perquisizioni eseguite dalla Digos tra le province di Bergamo, Lucca, Massa Carrara, Perugia e L’Aquila. Sottoposti a perquisizione anche il circolo libertario “Goliardo Fiaschi ” di Carrara e la tipografia “Avenza Grafica” di Massa dove veniva stampato clandestinamente il periodico d’area “Bezmotivny”. Al 47enne aquilano, con un passato da deejay e attualmente con un lavoro precario, gli agenti hanno sequestrato anche il computer e il cellulare il cui contenuto sarà analizzato da esperti. Per gli investigatori, l’aquilano ha partecipato ad alcune manifestazioni, in Umbria, Toscana e Liguria, in difesa di Alfredo Cospito, l’anarchico pescarese in regime di carcere duro per avere gambizzato il manager di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e per l’attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano. È ritenuto autore anche di articoli apparsi sulla pubblicazione clandestina denominata “Bezmotivny – Senza Motivo”, quindicinale divenuto principale strumento di promozione e diffusione del messaggio anarchico più oltranzista, la cui prima edizione risale al dicembre 2020. Per gli inquirenti, Aloisi scriveva con lo pseudonimo di Mammut o traduceva alcuni articoli pubblicati sulla rivista di carattere internazionale che aveva “lettori clandestini” anche in Sudamerica, Cile, Grecia e Francia. Gli investigatori presumono, infine, che l’anarchico abbia incontrato in città gli altri indagati dell’operazione Scripta Scelera, tutti vicini al circolo “Goliardo Fiaschi” di Carrara (vi è certezza che siano transitati per L’Aquila). Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione con finalità di terrorismo, istigazione e apologia con finalità di terrorismo, offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica. «L’anarchia è una pratica di vita, in pochi riescono davvero e con poca fatica ad abbracciarla completamente» diceva al telefono Aloisi. Una frase che, per il giudice che ha firmato le misure cautelari, è indicativa del fatto che il pericolo di reiterazione «è elevatissimo». (f.d.m.)