Ance, Manni lascia la direzione a Cococcetta

2 Ottobre 2019

Costruttori, l’uscita di scena dopo 42 anni di attività: «Così affrontammo l’emergenza sisma»

L’AQUILA. Lunedì scorso è stato il suo ultimo giorno di lavoro. Dopo 42 anni in Ance, di cui 25 come direttore dell’ente, Francesco Manni lascia l’Associazione costruttori per andare in pensione. Al suo posto arriverà Lucio Cococcetta, già direttore del Comitato paritetico territoriale (Cpt) e funzionario Ance. Il presidente Adolfo Cicchetti e i dipendenti dell’associazione hanno voluto improvvisare un brindisi augurale, anche se la vera festa è programmata per il 25 ottobre, quando a salutare Manni ci saranno i presidenti e i consiglieri che lo hanno affiancato negli anni. Un addio commosso, a tratti malinconico, pieno di emozione, l’ha definito l’ormai ex direttore, che ha voluto porre l’accento sull’ultimo decennio della carriera «il più faticoso e intenso», ha detto, «quello del sisma».
Un numero su tutti rende l’idea del ruolo e della funzione dell’Ance dopo il 6 aprile 2009: oltre 1.800 riunioni e 7 milioni di finanziamenti di contributi ad associazioni sportive, sociali e culturali del territorio. «Ricordo», racconta Manni, «che, all’indomani del sisma, col presidente Filiberto Cicchetti, ospitammo gli uffici del Catasto e l’ufficio ricostruzione del Comune, oltre a una parte della Regione. C’era un flusso continuo di persone. Tre giorni dopo il 6 aprile eravamo lì a coordinare le iniziative, in contatto continuo con la Protezione civile. Le scosse proseguivano, erano molto forti tanto che fummo costretti a realizzare una scala esterna in acciaio da utilizzare come via di fuga durante le riunioni del consiglio». Della lunga carriera in Ance, Manni ricorda soprattutto «l’intenso lavoro svolto dopo il terremoto. L’apporto dell’Associazione è stato determinante per il territorio. Ringrazio tutti i presidenti che si sono succeduti, con i quali ho condiviso un’esperienza di vita, oltre che di mestiere. Durante l’emergenza i costruttori hanno anteposto l’interesse della collettività al proprio. Basti pensare ai cinque governi che si sono succeduti, alle convenzioni stipulate e alle proposte fatte, agli emendamenti e ai pacchetti finiti sul tavolo dei commissari. Proposte non solo finalizzate alla ricostruzione fisica», evidenzia Manni, «ma alla ripresa socio-economica. Cosa farò adesso? Restituirò il tempo sottratto alla mia famiglia e agli amici. Studierò l’inglese, leggerò molto, viaggerò e tornerò a suonare la batteria. E poi, tante passeggiate in montagna, la mia passione».