Anche 5 marsicani nella rete degli usurai

23 Dicembre 2018

Si tratta di piccoli imprenditori vittime dei quattro finiti in manette, tra cui un ex arbitro di serie A

AVEZZANO. Ci sono anche cinque imprenditori marsicani tra quelli finiti nella morsa dell’usura. È quanto emerge nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di tre avezzanesi di etnia rom, accusati di usura, e di una quarta persona, un anziano, ex arbitro di calcio della serie A. Nell’operazione dei carabinieri di Rieti sono finiti in manette Arcangelo Morelli, 50 anni, Bruno Morelli ,44 anni e Liliana Guarnieri (40), oltre a Luigi Altobelli, 76 anni, di Longone Sabino, iscritto alla sezione Aia di Roma che aveva diretto nella massima serie tra fine anni ’70 e inizio ’80. Due di loro sono stati ascoltati ieri per rogatoria dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano Maria Proia.
Si tratta dei due Morelli che, pur avendo sostenuto la loro estraneità alla vicenda, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nell’inchiesta sono state identificate 30 persone finite nel racket dell’usura (gran parte delle quali piccoli imprenditori edili, artigiani e commercianti) che, trovatisi in difficoltà economica, erano state costrette a rivolgersi agli usurai per ricevere prestiti che andavano dai 3.000 ai 5.000 euro, per poi pagare un tasso di interesse annuo enorme.
Molti di loro sono stati ascoltati a sommarie informazioni e hanno trovato la forza di dichiarare quanto accaduto, denunciando quindi i propri sfruttatori.
Tra questi anche cinque piccoli imprenditori di Avezzano. Alcune persone, nonostante la situazione subita, sono stati reticenti, arrivando a rinnegare totalmente il contenuto delle conversazione intercettate con gli arrestati. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Rieti, Rocco Gustavo Maruotti, è partita dopo la denuncia presentata da un parente di un imprenditore. (p.g.)
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