Anche gli operai Marelli in sciopero

5 Luglio 2023

Sit in davanti ai cancelli dello stabilimento: in bilico il futuro di 500 lavoratori

SULMONA. I lavoratori della Magneti Marelli di Sulmona incrociano le braccia. Rilancio industriale, occupazione, investimenti e transizione sostenibile sono solo alcuni dei punti che hanno spinto le organizzazioni sindacali a proclamare, per lunedì 10 luglio, quattro ore di sciopero per ogni turno di lavoro e un presidio davanti allo stabilimento dove si produce componentistica per l’automotive. In un momento cruciale per l’azienda, con buona parte dei 500 dipendenti che sta usufruendo degli ammortizzatori sociali richiesti per gestire l’andamento altalenante della produzione. «Fim, Fiom e Uilm nazionali hanno proclamato quattro ore di sciopero per il rilancio industriale, l’occupazione, gli investimenti, per la transizione sostenibile, per risolvere le crisi aperte», hanno spiegato Giampaolo Biondi (Fim-Cisl), Elvira De Sanctis (Fiom-Cgil) e Michele Paliani (Uilm-Uil), «nei nostri territori lo sciopero di tutti i metalmeccanici è proclamato per le ultime quattro ore di ogni turno lavorativo/giornata lavorativa di lunedì 10 poiché l’industria ha un peso pari al 21,18% sull'intero Pil abruzzese, è dovere delle istituzioni, in primis della Regione Abruzzo, convocare tavoli proficui di confronto per mettere mano ai problemi e per salvaguardare, valorizzare e supportare adeguatamente il sistema industriale del nostro territorio». Le organizzazioni sindacali hanno previsto un presidio nel piazzale antistante la Marelli di Sulmona alle 10.30 di lunedì, per evidenziare «le criticità che sta vivendo lo stabilimento peligno con circa 500 lavoratrici e lavoratori che fanno i conti con un settore attraversato da fortissime tensioni e la cui tenuta complessiva è messa in discussione per l'intero Abruzzo». Sarà presente Roberto Benaglia, segretario generale della Fim-Cisl. (e.b.)