Anche un hangar per il San Salvatore

Previsto il potenziamento dell’eliporto, arrivano una nuova palazzina, uffici e parcheggi per 86 milioni di euro
L’AQUILA. Una nuova palazzina, uffici e parcheggi. Un progetto che in pochi conoscono, quello presentato nei mesi scorsi al manager dell’Asl, Rinaldo Tordera, dalla cordata formata dalla Guerrato spa e dalla aquilana Mancini srl, che prevede un intervento da 86 milioni di euro per l’ospedale San Salvatore. Anche questo project financing, con la richiesta però di avanzare una nuova proposta, è stato inserito nella delibera della giunta regionale che dà l’ok alla costruzione dei nuovi ospedali di Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto e Penne, e all’ampliamento o alla ristrutturazione di altri presìdi, come quello dell’Aquila. Un piano da 840 milioni complessivi, che dovrebbe dare un nuovo volto alla sanità pubblica abruzzese, con il contributo dei privati. Sono due le opere che coinvolgono la struttura del capoluogo di regione: il project financing privato da 86 milioni e il potenziamento della centrale operativa del 118, con la costruzione di un eliporto e di un hangar, per un importo di 6 milioni e 330mila euro, provenienti da risorse pubbliche. Si tratta di lavori importanti, che potrebbero migliorare e rendere più competitivo il San Salvatore, che sconta un impianto costruttivo datato, non rispondente ai nuovi parametri dell’edilizia sanitaria. Basti pensare che, solo per la sua manutenzione, si spende tra il 20 e il 30% in più rispetto a strutture simili. Inoltre, ci sono spazi ancora inagibili e un intero stabile, come quello che ospitava prima del sisma il Delta di Medicina, che non è stato ricostruito a distanza di sette anni. Ecco perché c’è tanto interesse, soprattutto intorno al progetto presentato dall’azienda veneta Guerrato, che nell’immediato post sisma ha già ristrutturato tre padiglioni danneggiati e che in cambio dell’ulteriore intervento andrebbe a gestire un cospicuo appalto di servizi, tra mensa, pulizia e manutenzione. Il manager Tordera, che lo scorso 2 novembre ha partecipato con gli altri direttori generali delle Asl abruzzesi al tavolo regionale che ha messo a punto la delibera, finora non si è sbilanciato, limitandosi a confermare che il progetto esiste e che l’azienda sanitaria lo sta valutando come prevede la legge. Anche i sindacati vorrebbero conoscerlo nei dettagli, per capire se realmente andrà ad incidere sull’efficienza dell’ospedale. Da quello che è trapelato, la proposta è di costruire un’altra palazzina per ospitare gli uffici e un nuovo parcheggio, ma sotterraneo, nell’area dove attualmente ci sono posti a raso, di fronte all’unità di Radiologia.
In più, si prevede la copertura del vialone centrale, in modo da renderlo un ambiente attrezzato. In realtà non è una novità, visto che già nel 2011, sempre la Guerrato, aveva ridisegnato l’ospedale, presentando un progetto simile all’allora manager Giancarlo Silveri. Della seconda opera, con oltre 6 milioni di finanziamento pubblico, si parla da anni: L’Aquila dovrebbe diventare il fulcro regionale delle centrali operative del 118, con la realizzazione di un eliporto e dell’hangar dove custodire i mezzi. Due progetti, in conclusione, che sulla carta sono di alto livello, ma che il territorio e le sue associazioni di categoria vorrebbero condividere, visto che ne va il futuro di un ospedale che nel tempo ha perso la sua connotazione di presidio regionale. La sua costruzione è iniziata nel lontano 1972 e si prevedeva una capienza di 1.100 posti, via via ridimensionata. Solo nel 1992, vent’anni dopo la posa della prima pietra, vennero attivati i poliambulatori, nel 1995 trasferiti i primi 200 letti dell’area medica e nell’agosto del 1999 il definitivo trasferimento.
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