Anche un manifesto funebre per la fine dell’Aquila Rugby

11 Ottobre 2019

L’iniziativa ironica del consigliere comunale Nardantonio. Liris: pronti a intervenire Commenti amari da Palumbo (Pd) e l’ex portiere Di Carlo. Solidarietà dal tifo rossoblù

L’AQUILA. «Più buio di mezzanotte non può fare. Ora bisogna rialzarsi, perché il rugby rappresenta L'Aquila».
Sono le parola di Guido Liris, assessore allo Sport della Regione ed ex assessore alle Opere pubbliche e vicesindaco dell'Aquila, che ha commentato la scomparsa dell’Aquila della palla ovale dal panorama rugbistico nazionale, con l’Unione Rugby messa in liquidazione e il titolo sportivo tornato alla Federazione, che ora dovrà riassegnarlo ad altra società di serie A. «Bisogna ripartire», ha detto Liris, «ma senza rendite di posizione che si ritrovano un po’ in tutti i territori e non solo in ambito sportivo. Rendite di posizione che hanno sempre rappresentato un freno allo sviluppo. Stessa cosa per L'Aquila Calcio, anche se almeno lì in qualche modo ci si è rimessi in moto con l'aiuto dei tifosi».
«Noi come Regione non ci tireremo indietro», ha concluso l’assessore, «nel caso in cui venisse chiamata in causa per il ruolo politico e sovraordinato che rappresenta».
Il tonfo dell’Unione Rugby L’Aquila ha fatto molto rumore, non solo in città. Naturalmente sarà tutto il movimento della palla ovale abruzzese a risentire della mancanza di una società che possa fare da traino al settore. Nella regione la base è molto forte, con squadre – oltre al capoluogo e a Paganica – anche a Pescara, Teramo, Chieti, Sambuceto (dove c’è un grande movimento giovanile trainato dalla passione competenza di Antonio Angelone). Ieri il presidente della Federugby, Alfredo Gavazzi, è stato ospite del Coni regionale, all’Aquila (ne parliamo in un altro articolo nella pagina di Sport regionale), ma ci sono state reazioni anche ironiche, come quella che ha spopolato sui social del manifesto funebre che si è inventato il consigliere comunale del Passo Possibile, Antonio Nardantonio (ex L’Aquila Rugby), nel quale mette la data di fondazione (1936), quella della morte (2019), con l’epitaffio “Dopo 83 anni di successi è venuta a mancare L’Aquila Rugby. Ne dà il triste annuncia la città nobile e aristocratica. I funerali si svolgeranno in forma privata a Palazzo Fibbioni”. Ovvio il riferimento al sindaco Pierluigi Biondi e alle sue parole “la città nobile e aristocratica” che il proimo cittadino ha pronunciato per sottolineare l’inopportunità di portare all’Aquila personaggi come Saviano e Zerocalcare in occasione del Festival degli Incontri. Reazioni anche dal capogruppo Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo, che lancia accuse al sindaco, e da vecchie glorie dello sport cittadino, come l’ex portiere dell’Aquila Calcio Massimo Di Carlo. Solidarietà dai tifosi dell’Aquila Calcio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA