«Ancora chiusa la strada per il Santuario della Jenca»

3 Aprile 2017

L’AQUILA. La strada è rimasta inaccessibile per oltre due mesi, dopo le slavine del 18 gennaio. Ma venerdì scorso, grazie all'accordo siglato in Comune e all'impegno degli usi civici di Assergi, la...

L’AQUILA. La strada è rimasta inaccessibile per oltre due mesi, dopo le slavine del 18 gennaio. Ma venerdì scorso, grazie all'accordo siglato in Comune e all'impegno degli usi civici di Assergi, la via che conduce al santuario della Jenca, sul Gran Sasso, è stata liberata da tronchi e detriti. Ma la viabilità, mancando l'autorizzazione della Provincia, non è stata ripristinata. Una beffa, secondo il portavoce del comitato #SaveGranSasso Luigi Faccia e il presidente dell'associazione San Pietro della Jenca Pasquale Corriere: ieri, infatti, si celebrava il 12esimo anniversario della morte di San Giovanni Paolo II, che tanto amava la montagna aquilano e a cui il santuario è dedicato. «La ditta incaricata dagli usi civici di Assergi», ha spiegato Faccia, «venerdì, in solo 3 ore, ha liberato la strada dai detriti della valanga, ma la viabilità è ancora interdetta. Finora avevo cercato di comprendere la Provincia per la mancanza cronica di mezzi e denaro, però vedo che non è una questione di mezzi, bensì una incapacità, dato che non si è in grado nemmeno di fare una comunicazione e soprattutto ringraziare». Vivaci critiche anche dallo stesso Corriere.(r.s.)

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