Ancora chiuso lo chalet dell’eremo di Celestino V

SULMONA. A cento giorni dal consiglio comunale convocato sulla questione e a 5 anni dalla chiusura, resta ancora serrata la porta dello chalet dell’eremo di Celestino V. Un’altra estate è passata...
SULMONA. A cento giorni dal consiglio comunale convocato sulla questione e a 5 anni dalla chiusura, resta ancora serrata la porta dello chalet dell’eremo di Celestino V. Un’altra estate è passata senza che nessuno abbia potuto usufruire di un punto ristoro nei pressi del rifugio sul Morrone. La piccola struttura ai piedi dell’eremo è chiusa ormai da cinque anni, preda dei tanti atti vandalici e furti che si sono susseguiti dopo il mancato rinnovo della convenzione da parte del Comune. La chiusura rende difficoltosa la fruibilità dell’eremo e dell’area pedemontana circostante, non essendoci bagni utilizzabili o un punto ristoro. Di fatto lo chalet è chiuso dal 21 maggio del 2010, perché il 5 febbraio dello stesso anno l’ex sindaco Fabio Federico firmò l’ordinanza con cui venne disposta l’impraticabilità del sentiero in seguito alla caduta di alcuni massi. Appena tre mesi dopo, il 21 maggio, venne disposta anche l’interdizione dell’intera zona, chalet di Sant’Onofrio e tempio di Ercole Curino compresi. Dopo aver più volte sollecitato una decisione e dopo una serie di rimpalli di responsabilità, l’associazione celestiniana aveva presentato a gennaio una diffida al Comune e la giunta aveva poi disposto la conferma dell’affidamento, poi bloccata nel consiglio comunale di maggio dall’eccezione sugli usi civici, sollevata dal consigliere di minoranza Luigi La Civita. «È incredibile come a distanza di ben 100 giorni dal consiglio comunale, la giunta continui a restare in un silenzio sospetto», fa notare il capogruppo di Forza Italia. «Nonostante gli uffici della Regione abbiano confermato l’illegittimità del percorso intrapreso dalla giunta Ranalli, in quanto non conforme alla legge regionale 3 del 98, e nonostante sia stata inviata al sindaco e al segretario comunale una dettagliata nota su modalità e tempi per il mutamento di destinazione dell’area con il successivo affidamento a soggetti terzi, nessun atto amministrativo è stato adottato». Da qui la critica alla scarsa attenzione nei confronti del turismo e la richiesta di azioni concrete in breve tempo».
Federica Pantano
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