Ancora nei musp dopo 8 anni

Ricostruita solo quella dell’infanzia a Roio, esplode la rabbia dei comitati
L’AQUILA. Alla vigilia del nono anno scolastico dopo il terremoto del 2009, solo una delle scuole danneggiate dal sisma ha trovato una sistemazione definitiva: il plesso di infanzia e primaria di Roio, ricostruito grazie a una donazione della Caritas. Nessuna altra realtà è uscita da quelli che furono definiti allora moduli ad uso scolastico provvisorio (musp), garantiti per sostituire le scuole in muratura per un tempo massimo di cinque anni. Ben 36 i Musp costruiti allora, di cui ancora 29 attivi, dopo i vari accorpamenti di scuole. Diversi i progetti pronti, mai nessuno diventato realtà.
Non ci stanno i componenti del comitato Oltre il musp, costituitosi negli anni successivi al terremoto, che ancora oggi continua a combattere per quello che ritengono un «diritto soprattutto dei più piccoli». «Inizia il nono anno dopo il terremoto. Dai musp non è uscita nessuna scuola, né dell'infanzia, né primaria, nè secondaria né superiore, tranne quella di Roio», spiega Silvia Frezza, del comitato. «I 36 musp che furono aperti nel settembre del 2009 si sono ridotti un po' di numero solamente perché nel frattempo ci sono stati degli accorpamenti. Di ricostruzione però neanche l'ombra».
I PROGETTI PRONTI. Di progetti, tuttavia, ce ne sono: è pronto quello per la Mariele Ventre, è stata demolita la scuola primaria di Arischia, c'è un progetto per la media di Paganica, un masterplan per il polo scolastico di Sassa. «Che fine ha fatto il masterplan depositato nel 2015? E gli altri progetti? Dicono sempre che tutto è pronto, ma niente parte. Negli anni si è parlato di scuole all'avanguardia, progetti pilota, edifici primi in Europa», continua Frezza, «sono rimaste solo parole. La realtà è sotto gli occhi di tutti: siamo ancora dentro i musp».
I MUSP. Restano nei moduli provvisori le scuole medie Carducci, Mazzini, Paganica e Sassa e il Liceo Musicale annesso al convitto. Per quanto riguarda infanzia e primaria sono nei musp la Mariele Ventre, Coppito, Sassa, Arischia, la scuola del Viale e di San Bernardino, Pianola, Torretta, Santa Barbara e San Sisto, la ex scuola di via Ficara, la scuola del Vetoio, quelle del Torrione, di via Aldo Moro, metà della scuola primaria di Paganica e quella di Tempera. «All'inizio del nono anno dopo il terremoto non c'è stata nella politica aquilana la volontà, la competenza, la premura di affrontare la ricostruzione scolastica», denuncia Frezza, «a fronte dei discorsi che si facevano già otto anni fa, dopo il sisma, niente è stato fatto. Di volta in volta quando si presenta un problema si trovano delle scuse.
COTUGNO. Alla questione musp si è aggiunto nell'ultimo anno anche quello del Cotugno, ancora in cerca di sede. «In otto anni poteva essere ricostruito», dice la rappresentante del comitato, «e non ci parlassero di soldi».
I FONDI. «Per le scuole comunali, dell'infanzia, primarie e medie, i soldi ci sono stati da subito», continua, «i primi 18 milioni sono arrivati immediatamente. Nel frattempo sono diventati 44 milioni che non sappiamo in quale cassetto siano e che risolverebbero la questione di tutte le scuole comunali, mentre i musp potrebbero essere utilizzati per l'emergenza delle superiori».
LE CRITICITÀ. Intanto, negli anni, i moduli hanno sempre più evidenziato problemi di diverso genere. «Le criticità dei musp sono ormai evidenti: infiltrazioni, sollevamento delle strisce che congiungono i moduli, riscaldamento inadeguato, temperature fredde di inverno e calde d'estate», conclude la rappresentante del comitato, «si tratta comunque di container. Scatole di latta che le imprese avevano garantito per quattro o cinque anni. Adesso comincia il nono anno, ma ancora niente è stato fatto. Per due volte abbiamo inviato una richiesta di incontro al neo eletto sindaco Pierluigi Biondi, senza ottenere risposta».
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