Andy al Bambino Gesù dona musica ai malati

3 Maggio 2019

AVEZZANO. Il rapper avezzanese Andy Mart, alias Andrea Martelloni, ha portato la sua musica tra i bambini e i ragazzi ricoverati al Bambino Gesù di Roma. Qui, ogni settimana, viene allestita una vera...

AVEZZANO. Il rapper avezzanese Andy Mart, alias Andrea Martelloni, ha portato la sua musica tra i bambini e i ragazzi ricoverati al Bambino Gesù di Roma. Qui, ogni settimana, viene allestita una vera e propria postazione radiofonica in corsia che, per i piccoli pazienti dell’ospedale romano, rappresenta un’occasione di confronto con il mondo esterno, ma soprattutto di evasione. Nel corso di questo momento radiofonico spesso bambini e ragazzi hanno condiviso le loro esperienze e il loro modo di vivere e reagire alle difficili sfide che la vita gli ha posto dinanzi. Il musicista marsicano, classe 1988, è stato ospite della trasmissione “Radio Libera Tutti” su Radio InBlu che andrà in onda domani dalle 17 alle 18. «Ho risposto alle loro domande ed è stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita, ho rivissuto periodi difficili del mio percorso e grazie a loro ho trovato il coraggio di raccontarmi come non avevo mai fatto prima», ha confessato un Andy più emozionato che mai, «ma il momento più commovente è stato quando ho risposto alle domande di Matteo, un ragazzo in cura nella struttura sin da bambino. Con lui abbiamo parlato di come la musica e, in particolare le mie canzoni, lo abbiano aiutato a superare i momenti più difficili. Alla fine dell’intervista ho regalato a Matteo la cosa che più mi rappresenta: la maglia Maldita Pobreza». Si tratta del movimento hip-hop creato Andy alcuni anni fa a Santo Domingo. Il rapper avezzanese, conosciuto nel panorama italiano per i suoi singoli di hip-hop, dancehall, trap e reggaeton, è diventato celebre sul web per quei video di freestyle girati in auto in tre lingue diverse, ma il successo che la musica di Andy riscuote tra le giovani generazioni sta nei messaggi che le sue canzoni racchiudono: il sacrificio dietro l’avverarsi di un sogno, la possibilità di poter cantare le proprie emozioni e quell’effetto terapeutico in grado di far viaggiare la mente anche fuori dalle mura di un ospedale per un attimo di pura distrazione.
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