Angeli in tuta rossa cittadini onorari: il grazie dell’Aquila

Il sindaco consegna la pergamena al presidente nazionale Cri Gli operatori simulano un soccorso a una donna ustionata
L’AQUILA. «Da oggi, il fatto che 153mila volontari della Croce Rossa sono cittadini onorari della città dell’Aquila, è per noi un grandissimo onore». Sono le parole del presidente nazionale della Croce Rossa, Rosario Valastro, poco prima di ricevere la cittadinanza onoraria alla Cri nel corso della manifestazione che si è tenuta ieri nella sede comunale di Palazzo Margherita. «L’Aquila è una città che abbiamo nel cuore», ha detto Valastro, «ed è per noi un grande onore indossare la stessa divisa dei volontari che quella notte di 15 anni fa si sono ritrovati nella doppia veste di vittime e soccorritori». Un discorso breve, ma carico di emozione, culminato con un’esortazione cara a molti aquilani: «Jemo ’nnanzi, andiamo avanti».
Pochi minuti dopo, il sindaco Pierluigi Biondi ha consegnato al presidente nazionale la pergamena con le motivazioni della cittadinanza onoraria. Insieme a Biondi c’erano il presidente del consiglio comunale Roberto Santangelo e i presidenti del comitato regionale abruzzese e del comitato dell’Aquila della Croce Rossa, rispettivamente Gabriele Perfetti e Marco Antonucci. Il conferimento della cittadinanza onoraria avviene in occasione del 160° anno dalla fondazione della Croce Rossa Italiana, ed era stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale nella seduta dello scorso 29 aprile. “Il consiglio comunale dell’Aquila, facendosi interprete del comune sentire e del tangibile sentimento di gratitudine della collettività del capoluogo di regione”, si legge nella pergamena di conferimento, “conferisce la cittadinanza onoraria... per l’encomiabile e lodevole operato svolto per assistere, aiutare e supportare la popolazione nelle situazioni di emergenza e per contribuire in occasione di interventi decisivi nell’ambito sanitario e sociale”. La consegna della cittadinanza è stato il momento saliente di un pomeriggio che ha visto i volontari della Croce Rossa approntare un Pma, posto medico avanzato, all’interno del cortile di Palazzo Margherita, dove c’è stata la simulazione del soccorso a una persona avvolta dalle fiamme. I vertici della Cri, dell’amministrazione comunale e le autorità ospiti sono stati accolti dalle note dell’inno nazionale italiano e di quello della Croce Rossa, eseguiti da alcuni volontari dell’Associazione: Andrea Petricca al violino, Lisa Brandolini mezzosoprano ed Emanuele Castellano al pianoforte. Prima degli interventi nell’aula consiliare sono stati letti i 7 princìpi della Croce Rossa Italiana. «Un dovere morale per ricambiare la generosità e l’impegno della Croce Rossa Italiana a favore della comunità aquilana e del suo territorio», ha detto il sindaco. «All’indomani del sisma l’organizzazione ha garantito alla popolazione locale 11.000 volontari, 200 mezzi, 1 milione e mezzo di pasti erogati, anche con punte di 20.000 al giorno, nonché tantissime opere realizzate nel cratere sismico. La Croce Rossa ha inoltre supportato il Comune negli screening di massa per il Covid, durante l’accoglienza dei profughi ucraini, nelle attività per gli Over 65 con il trasporto sociale e nell’ambito del progetto, tuttora in corso, dedicato agli “invisibili”, coloro che vivono in estrema povertà ma che non si rivolgono agli sportelli del Comune».
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