Angelosante: costretto ad aiutare uno spacciatore straniero

5 Novembre 2017

La denuncia del sindaco di Ovindoli: «Lo Stato ha voluto che gli trovassi una casa per i domiciliari e invece non mi permette di sostenere una famiglia italiana con problemi economici»

OVINDOLI. Non può aiutare una famiglia italiana in difficoltà, ma deve intervenire per trovare una nuova casa a uno spacciatore straniero ai domiciliari poiché l’abitazione è inagibile. È quanto accaduto nel Comune di Ovindoli, dove il primo cittadino, Simone Angelosante, si è ritrovato a dover gestire una situazione paradossale.
Alla fine le cose si sono risolte per il meglio, ma la vicenda denunciata dallo stesso Angelosante è comunque singolare.
«Si tratta di una piccola esperienza da sindaco», evidenzia Angelosante, «ma che rappresenta una situazione da gestire che spesso mette in difficoltà i sindaci e che suscita dibattito nell’opinione pubblica. Una famiglia italiana in grave difficoltà economica», spiega Angelosante, «ma lo Stato di fatto non mi permette di offrirle un aiuto economico. Dall’altra parte un extracomunitario agli arresti domiciliari con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Ma vive in una casa non agibile. In questo caso lo Stato pretendeva che gli trovassi un alloggio decente a spese della comunità. Mi auguro», aggiunge, «che il prossimo governo preveda l’espulsione immediata con rimpatrio coatto per i reati di spaccio, per quelli contro la persona e per i reati contro la proprietà commessi da extracomunitari. Mi auguro che per i reati di spaccio venga abolita la modica quantità e i processi si faranno dopo, da casa loro, per via telematica. D’altronde», afferma con sarcasmo il primo cittadino di Ovindoli, «siamo o no nell’era della globalizzazione e di internet?».
Angelosante, in passato, è stato il coordinatore regionale di “Noi con Salvini”.
Non è la prima volta che vengono concessi i domiciliari a stranieri senza casa. L’ultimo episodio ha interessato lo scorso anno un marocchino che viveva sotto a un ponte di un canale a Strada 37, nel Fucino. Aveva ottenuto l’obbligo di dimora ma i carabinieri avevano chiesto di applicare una diversa misura. Era infatti troppo difficile, se non impossibile, eseguire un controllo quotidiano sotto a un ponte.
Il marocchino di 41 anni, in Italia senza un regolare permesso di soggiorno, era stato arrestato ad Avezzano con l’accusa di spaccio di droga.
Inizialmente gli erano stati concessi i domiciliari.
Ma la proprietaria dell’appartamento l’aveva cacciato di casa e così l’uomo aveva chiesto di cambiare dimora, scegliendo di raggiungere alcuni connazionali a Trasacco.
Pochi giorni dopo era arrivato il provvedimento di obbligo di dimora sotto al ponte di Strada 37. Nel frattempo dello straniero si erano perse le tracce.
Così come per lo straniero di Ovindoli.
La famiglia italiana, invece, anche con l’aiuto del sindaco, è riuscita a superare la crisi visto che il capofamiglia ha trovato un lavoro che gli consente di racimolare qualche euro.
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