Angelosante: ecco il piano per 100 letti all’Interporto

Il consigliere regionale illustra la strategia per realizzare un ospedale da campo «Ma solo in caso di estrema necessità, in una fase 2 un centro Covid a Pescina»
AVEZZANO. È pronto il piano per il maxi ospedale da campo che potrebbe essere allestito ad Avezzano nel caso in cui l’emergenza contagi dovesse far registrare numeri in ulteriore aumento in Abruzzo. Sarà la Protezione civile, insieme alla Regione Abruzzo, a dover reperire il personale necessario per la struttura che sarà realizzata nell’Interporto della Marsica, trasformata in sede strategica della Croce rossa italiana dopo il terremoto dell’Aquila. Una struttura finanziata dall’Unione europea e che non è stata mai aperta, con un affidamento alle spalle andato deserto.
A chiarire come sarà organizzato il piano di allestimento è il consigliere regionale Simone Angelosante (Lega), promotore dell’iniziativa approvata dal commissario per l’emergenza.
«In seguito all’emergenza», spiega Angelosante, «ho sentito Angelo Borrelli capo del Dipartimento della Protezione civile, con il quale avevo già intavolato precedentemente un discorso per la riconversione dell’Interporto, e ho chiesto, alla luce di quello che stiamo vivendo, considerato la posizione centrale e strategica della struttura, la realizzazione di un ospedale da campo per 100-200 posti di terapia sub intensiva, da gestire insieme all’Esercito».
Il discorso in un primo momento si è bloccato. Successivamente Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza coronavirus, ha deliberato che in caso di necessità venga attivata la struttura ad Avezzano (con circa 50 posti letto). La struttura già in passato era stata utilizzata per situazioni difficili, come l’emergenza stranieri. Nel 2014 arrivarono ad Avezzano e furono ospitati provvisoriamente numerosi profughi smistati da Lampedusa. Ora l’Interporto potrebbe ospitare un ospedale.
«Mi auguro che ciò non avvenga perché se dovesse accadere significherebbe che la situazione dei contagiati sarebbe degenerata», ha affermato il consigliere Angelosante, «questa situazione non ha a che fare con la Asl ma farebbe capo alla Protezione civile. La Asl ha un altro piano, cioè quello di concentrare tutto sull’Aquila per l’emergenza Covid-19, lasciando libero Avezzano per tutte le altre esigenze. Nel secondo step ci sarebbe l’attivazione dell’ospedale di Pescina come Covid con l’isolamento di 35 posti di sub intensiva e 4-5 di terapia intensiva».
Per il personale da reperire in caso di apertura dell’ospedale all’Interporto, secondo Angelosante «sarà la Protezione civile a provvedere con la collaborazione della Regione». Le criticità riguarderebbero soprattutto gli anestesisti. La struttura è quindi strategica per una eventuale emergenza in caso di aumento di casi, ma sarà necessario lavorare per individuare specialisti di rianimazione, anestesisti e infermieri.
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