Angelosante: ecco le priorità marsicane

20 Febbraio 2019

Il leghista unico rappresentante di maggioranza punta su Fucino, ospedali da riaprire e ritorno alle Comunità montane

OVINDOLI. Quale futuro per la Marsica con il nuovo governo regionale di centrodestra dominato dalla Lega? Simone Angelosante, unico consigliere eletto in maggioranza (in attesa della verifica della Corte d’Appello), non si sottrae a una riflessione sulle questioni più rilevanti del territorio, a partire dalla sanità.
Qual è il suo pensiero in materia?
«Occorre una rivisitazione profonda del settore, penso che il modello romagnolo applicato col commissariamento, con i grandi Hub ospedalieri al centro e la soppressione di piccoli ospedali, non abbia funzionato. La Marsica, ma in genere l’Abruzzo interno, non è la Romagna dove per percorrere 30 km bastano pochi minuti. Il nostro leader Salvini lo ha detto più volte: occorre riaprire i piccoli ospedali per garantire un’assistenza capillare. Ritengo utile un confronto col governo nazionale».
Altro tema caldo è quello sui tribunali, oggetto di un’altra proroga: cosa fare per evitare la soppressione?
«Dare vita a un movimento civico, politico istituzionale che attivi le azioni legittime per evitare la chiusura. Non possiamo permetterci di perdere il presidio di legalità ad Avezzano: ne va della sopravvivenza del territorio».
La Regione verde d’Europa stenta sul fronte del turismo. A quando un cambio di passo?
«Penso che l’esperienza delle Dmc, tranne qualcuna virtuosa, sia stata un sostanziale fallimento. La promozione turistica è stata debole. La strada maestra, a mio parere, è quella di ridare vita a un sistema unico, guidato dalla Regione per promuovere e far conoscere tutto il patrimonio dell’Abruzzo a livello nazionale e internazionale. In quest’ottica va rivisto il sistema del trasporto a livello autostradale, in primis sui costi e la sicurezza, e ferroviario».
Lo sviluppo passa pure attraverso la crescita del mondo delle imprese e dei collegamenti. Cosa fare?
«L’inserimento dell’interporto nella dorsale Tirreno-Adriatico è un elemento utile, da valorizzare per favorire nuovi insediamenti di attività produttive sane, innanzitutto sui prodotti del Fucino, dove va velocizzata la procedura per non perdere i fondi per l’impianto irriguo, mentre va rivisto il Psr. Sui bandi europei penso che la Regione potrebbe attivare una formula di promozione itinerante».
I piccoli comuni, soprattutto quelli montani, faticano ad assicurare i servizi minimi. Come rimediare?
«Ridando vita alle Comunità montane che negli anni si erano rivelate di fondamentale importanza per il sostegno dei piccoli Enti locali attraverso i servizi associati. Senza dimenticare forestazione, manutenzione delle strade montane, attività in ambito sociale. Si potrebbe rivedere la normativa per poi rimetterle in carreggiata».
Quali i tre punti di forza della Marsica?
«La capacità imprenditoriale, la naturale collocazione geografica e il carattere testardo, ma nobile, dei marsicani».
E le debolezze?
«La scarsa capacità di aggregarsi politicamente, la scarsa fiducia nella capacità effettiva della politica di modificare le proprie condizioni di vita, l’innato fatalismo».
A chi dedica questa vittoria?
«A mia moglie Valeria per la vicinanza, al gruppo di amici che mi ha supportato in maniera incredibile, oltre che, naturalmente, a Matteo Salvini e alla Lega che mi hanno dato la possibilità di candidarmi».
Come pensa di conciliare il ruolo di marito, padre, sindaco e consigliere regionale?
«Chiedendo la clemenza di mia moglie come marito e padre e l’aiuto dei concittadini ovindolesi come sindaco. Ce la metterò tutta, perché sono figlio di migranti, abituato a lavorare sodo».
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