Animali dannosi, ritardi sui rimborsi agricoli

2 Gennaio 2018

AVEZZANO. A un’osservazione attenta delle conseguenze che la crisi ha avuto sui due principali settori dell’economia del Fucino, cioè l'agricoltura e l’industria, non sfugge il differente...

AVEZZANO. A un’osservazione attenta delle conseguenze che la crisi ha avuto sui due principali settori dell’economia del Fucino, cioè l'agricoltura e l’industria, non sfugge il differente atteggiamento avuto dagli imprenditori. Tanti industriali, di fronte alle difficoltà, hanno ridotto l’organico o chiuso l’azienda e mandato a casa i lavoratori. Gli imprenditori agricoli invece non si sono persi d’animo. Si sono rimboccati le maniche e sono andati avanti, lottando con tutte le loro forze contro le avversità atmosferiche, le gelate primaverili e la siccità estiva; le fitopatie delle colture; le devastazioni dei campi e le stragi di greggi da parte della fauna selvatica; il non sufficiente sostegno da parte delle istituzioni pubbliche e in fine le difficoltà di mercato. Di questa lotta che gli agricoltori, sorretti dalle associazioni di categoria, hanno condotto in questi anni, si cominciano già a vedere i primi risultati. Con la realizzazione di un impianto irriguo nel Fucino, grazie ai 50 milioni concessi dalla Regione al Consorzio di Bonifica ovest, nella ripartizione dei fondi comunitari, l’annoso problema della siccità potrà essere risolto. Un altro provvedimento apprezzato dalle imprese agricole è stato lo stanziamento da parte della Commissione bilancio della Regione, presieduta da Maurizio Di Nicola, su richiesta di Confagricoltura, di un contributo straordinario di 300 mila euro sempre a favore del Consorzio. Che, quest’anno, per far fronte alle maggiori spese dovute alla siccità, si è visto costretto ad aumentare del 30% il canone irriguo. Per le aziende agricole e zootecniche le tribolazioni però non sono cessate. È da tre anni che attendono di essere risarcite dei danni arrecati dalla fauna selvatica. Ma finora hanno dovuto accontentarsi di piccoli acconti. Speravano che la Regione portasse per quest’anno il fondo per il risarcimento dei danni ad almeno 5 milioni. In tal senso il vice presidente della Commissione agricoltura, Gianluca Ranieri, del Movimento 5 Stelle, ha presentato un emendamento alla legge di bilancio. La somma avrebbe potuto essere spalmata attraverso un piano di rientro poliennale. La proposta però è stata bocciata. La somma messa in bilancio (750 mila euro) è assolutamente insufficiente a saldare il conto con gli agricoltori e gli allevatori. In provincia dell’Aquila, la più colpita, il totale dei danni, nel triennio 2014-2016, ammonta a 1.459.867 euro, mentre l’importo liquidato è stato di 488.166 euro. Dunque la somma che le imprese devono ancora avere è di 971.701 euro. I dati forniti da Confagricoltura si riferiscono alle liquidazioni fino al 4 novembre 2016. Da quella data le istruttorie, l’accertamento e la liquidazione sono passati dalla Provincia alla Regione.
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