Anime Sante, la facciata liberata dai ponteggi

10 Agosto 2017

I lavori, costati circa 7 milioni di euro, verranno completati nell’arco di sei mesi Ricostruita la cupola crollata che era stata uno dei simboli del terremoto

L’AQUILA. L’antica facciata di pietra, d’architettura tardo-barocca, progettata nel 1769 da Gianfrancesco Leomporri e realizzata nel quinquennio successivo dallo scultore Orazio Antonio Bucci, è stata liberata dai ponteggi. La chiesa di Santa Maria del Suffragio, meglio nota come Anime Sante, uno dei simboli del terremoto, è tornata nei giorni scorsi visibile dopo quasi tre anni di lavori diretti dal Segretariato regionale ai Beni culturali. Sono terminati, infatti, il consolidamento delle murature perimetrali e quello del tamburo della cupola. È stata ricostruita l’intera cupola, tanto che le immagini in diretta del suo crollo nel 2009 sembrano solo un lontano ricordo. Con un lavoro di ingegneria di restauro, dopo aver messo in sicurezza il poco che restava della struttura sovrastante la facciata, i tecnici hanno ricostruito la parte mancante della cupola riagganciandola a quella che invece non era crollata. Terminata la parte strutturale si è passati al restauro storico artistico, lavorando all’interno, sugli apparati decorativi della chiesa, e all’esterno sulla facciata in pietra, fin dall’inizio dell’anno. I lavori che riguardano la pulitura della facciata sono di fatto ultimati ed è per questo che è stato deciso di smontare il ponteggio che la copriva. La parte bassa della facciata, invece, rimane coperta in attesa dell’ultimazione del cantiere che comunque è in dirittura d’arrivo, considerando il fatto che le operazioni di restauro storico-artistico sono quelle che hanno bisogno di tempi maggiori. Presumibilmente, infatti, nell’arco di sei mesi sarà possibile rientrare nella chiesa, nonostante a fine 2016 la mancanza di 2,5 milioni di euro aveva messo in pericolo il completamento dell’opera, poi scongiurato grazie a una rimodulazione di fondi da parte del ministero dei Beni culturali. L’intervento è stato finanziato con circa 7 milioni di euro a metà dalla Francia e dalla Protezione civile. I lavori vengono svolti dalla Italiana Costruzioni con Navarra Costruzioni dello stesso gruppo. In questi giorni le fotografie della facciata scoperta stanno facendo il giro dei social, a testimonianza dell’interesse degli aquilani nei confronti di uno dei simboli del terremoto che potrà presto essere assurto a simbolo di rinascita.
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