Annegato nel canale, un incidente nel buio

15 Marzo 2021

La tragedia la sera stessa della scomparsa: ascoltati familiari e amici per ricostruire le ultime ore

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Gli inquirenti indagano per ricostruire le ultime ore di vita di Manuel Di Nicola, il 33enne di San Benedetto dei Marsi ritrovato sabato, senza vita, in un canale del Fucino, a sei giorni dalla sua scomparsa. I carabinieri stanno ascoltando familiari e amici. La vittima si è allontanata da casa domenica 7 marzo dopo un pranzo in famiglia per festeggiare il battesimo del suo primogenito di appena 9 mesi. Verso le 20.30 Di Nicola ha lasciato la casa dei suoceri dicendo alla moglie, Marianna Santilli, che sarebbe andato a fare una doccia. Non trovando le chiavi della sua auto, l’uomo si è allontanato con quella del suocero, senza portare con sé il cellulare. Quello che è accaduto dopo resta avvolto nel mistero. Il medico legale ha stabilito che il decesso risale alla sera stessa della scomparsa, ma sarà l’autopsia a fare maggiore chiarezza. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Titolare dell’inchiesta è il pm Maurizio Maria Cerrato che coordina le indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Avezzano agli ordini del capitano Luigi Strianese. A quattro giorni dalla scomparsa, la Fiat Punto bianca, aperta e con le chiavi inserite nel quadro, è stata localizzata in un terreno agricolo tra San Benedetto e Cerchio. Al suo interno non sono state rinvenute tracce di sangue o di terze persone. Sabato mattina il tragico ritrovamento. Il corpo dell’autotrasportatore è stato ripescato dentro il canale della Cintarella, a 800 metri dalla macchina. Gli inquirenti ipotizzano che il giovane padre sia caduto in acqua in un altro punto e poi trascinato dalla corrente fino al luogo del ritrovamento. Ma perché Manuel Di Nicola si trovava in aperta campagna? Un interrogativo al quale gli investigatori stanno cercando risposte. Forse doveva incontrare qualcuno? A tal proposito si stanno cercando indizi di un eventuale appuntamento nella memoria del suo cellulare. Gli investigatori non escludono alcuna pista, anche se al momento l’ipotesi più accreditata resta quella dell’incidente con tragico epilogo: con l’auto impantanata nel fango, il giovane padre è stato costretto a scendere a e a proseguire a piedi nel buio pesto della campagna cadendo accidentalmente nel canale prima di annegare. Non aveva il cellulare che con la funzione torcia avrebbe potuto illuminare il suo cammino. L'unica fonte di luce era un accendino che gli è stato ritrovato nelle tasca dei pantaloni. (f.d.m.)
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