Anno accademico, il via senza restrizioni

26 Febbraio 2020

Oggi regolare cerimonia di inaugurazione. Ma gli studenti contestano la decisione di un pubblico limitato per le lauree

L’AQUILA. Nonostante l’allerta coronavirus e la grande attenzione prestata alla problematica da parte dell’Ateneo aquilano, che ieri ha diffuso anche un decalogo per studenti e personale in modo da evitare un eventuale contagio in caso di epidemia, è confermata per questa mattina la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2019/20. «D’altra parte non c’è motivo di preoccuparsi, anche perché non verranno in molti da fuori città», secondo il rettore Edoardo Alesse (nella foto). L’appuntamento, molto atteso, prenderà il via alle 10,30 nell’aula magna “Alessandro Clementi” del dipartimento di Scienze umane, a viale Nizza.
IL PROGRAMMA. L’inaugurazione, a cui parteciperanno centinaia di persone, si aprirà col discorso del rettore. Seguiranno gli interventi di Massimo Aloisi, presidente del Consiglio studentesco, e Carla Luzi, rappresentante del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario. I docenti Cristian Antonelli, Marcello Di Risio, Alfonso Forgione, Luigi Gaffuri, Fabio Graziosi, Maria Benedetta Mattei, Anna Maria Teti, invece, daranno il loro contributo sul tema: “Dal Medioevo alla società digitale: Univaq come motore di progresso sociale”. La cerimonia si concluderà con la lectio magistralis “Il sistema nazionale di supercalcolo scientifico e lo sviluppo del Paese”, di Patrizio Bianchi, professore ordinario di Economia applicata e titolare della cattedra Unesco in educazione, crescita ed eguaglianza (Università di Ferrara).
IL DECALOGO. Intanto, ieri pomeriggio, l’Ateneo ha pubblicato una serie di “misure precauzionali” che dovranno rispettare studenti e personale «volte alla riduzione del rischio di contagio». In primo luogo, si chiede al personale di segnalare al medico di Ateneo «contatti diretti o indiretti negli ultimi 30 giorni con le zone limitrofe ai sospetti focolai di infezione in Italia o all’estero»; «per le riunioni che coinvolgono personale esterno, in particolare se proveniente da zone contigue ai focolai, l’indicazione è l’organizzazione in teleconferenza, ovvero la sospensione. Per le riunioni interne l’indicazione generale è il differimento, ovvero l’organizzazione in teleconferenza»; si sottolinea poi il divieto di missioni «dirette o indirette, verso la Cina, la Corea del Nord e le zone rosse in Italia».
Per quanto riguarda i rapporti con l’utenza «si raccomanda di gestirli evitando il più possibile la presenza, imponendo al massimo l’invio per pec e raccomandate». Misure restrittive anche per le sedute di laurea: «Ogni candidato potrà portare all’interno dei plessi universitari (non solo degli edifici) un massimo di 4 accompagnatori, che dovrà indicare nominativamente». Infine, «si raccomanda di rinviare l’arrivo di persone da altri Paesi».
POLEMICHE. Non ha mancato di destare malumori la decisione di lauree ristrette, comunicata ieri mattina dalla segreteria didattica, tramite mail, agli studenti coinvolti nella prossima sessione. Tanto più che la decisione è arrivata alla vigilia di quella che sarà un’affollata cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. «Non sarebbe forse meglio posticipare la prossima sessione a data da definire?», scrive uno studente sulla pagina Facebook Spotted Univaq. «Non pensate che le persone per festeggiare andranno in ristoranti e locali, creando comunque possibili situazioni pericolose? L’istituzione universitaria dovrebbe rendersi conto che certi eventi sono unici nella vita ed è scorretto sia arginare calche solo nei locali universitari, sia negare allo studente di vivere una tale cerimonia nella sua completezza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA