Annullata la condanna per il crollo in via D'Annunzio all'Aquila

La Cassazione rinvia in appello Fabrizio Cimino, accusato di omicidio colposo plurimo per la ristrutturazione del palazzo dove morirono 13 persone
L'AQUILA.La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d’Appello nei confronti dell’unico imputato, l’ingegnere Fabrizio Cimino, accusato di omicidio colposo plurimo per una condotta omissiva in relazione ai restauri del palazzo svolti nel 2002 e, in particolare, perché nel corso dei lavori che ha diretto non avrebbe notato palesi criticità del palazzo, edificato nel 1961.
Cimino era stato condannato a un anno e dieci mesi. Nel crollo morirono 13 persone. Il processo verrà trattato di niovo davanti alla Corte d'appello Perugia. Per le parti civili è una beffa. La prescrizione è scontata.

