Antenne: nuova protesta a Bagno dopo il dietrofront per Tempera

14 Novembre 2021

Il ripetitore sorge in un’area privata a circa 200 metri dalla scuola per l’infanzia della frazione Nei giorni scorsi la giunta comunale aveva bloccato l’autorizzazione per un altro impianto

L’AQUILA. Amaro in bocca per gli abitanti di Bagno dopo la revoca, da parte del Comune dell’Aquila, della concessione per installare un’antenna per telefonia mobile a Tempera.
Infatti anche Bagno si era battuta a lungo contro un’antenna che ora sorge a circa 200 metri dalla scuola dell’infanzia in costruzione. Per Bagno pare che la revoca non sia stata possibile perché l’area su cui ora sorge l’impianto è privata.
«Come cittadino sono molto felice se il lavoro e la lotta portati avanti dalla popolazione di Bagno, anche se inascoltati nonostante una conferenza dei servizi e un ricorso al Tar, siano stati un precedente e abbiano fatto da apripista per il buon esito della protesta a Tempera», dice Tonino De Paolis, ex consigliere comunale che abita a Bagno. «A Tempera l’autorizzazione per la costruzione della stazione radio base è stata revocata. Da noi, a Bagno, non è stato possibile e per questo», continua De Paolis con un pizzico di ironia, «ringraziamo chi ha fatto poco per venire incontro alle nostre rimostranze. A un certo punto ci siamo trovati in un intreccio inestricabile fra Autorità di bacino, amministrazione comunale, Asl, avvocati e associazioni dei consumatori. Senza calcolare le spese per i ricorsi, oltre 5.000 euro a carico della comunità di Bagno. Ora ci ritroviamo una bella antenna di fronte alla nuova scuola dell’infanzia».
Pochi giorni fa la giunta comunale aveva revocato la concessione per l’installazione di un’antenna a Tempera come conseguenza dell’approvazione, mesi fa, in consiglio comunale, di una mozione che invitava il sindaco e la giunta a fare alcune cose come: «adeguare il regolamento comunale della telefonia mobile; approvare il programma annuale dell’anno 2021; predisporre un quadro complessivo dell’attuale presenza delle antenne fissare l’eventuale limite all’autorizzazione di altri impianti. E ancora sospendere ogni procedimento autorizzatorio di impianti nelle more dell’approvazione dei suddetti atti; dare mandato ai capigruppo consiliari di costituire un gruppo di lavoro paritario, costituito da tre membri espressi dalla maggioranza, tre membri espressi dalla minoranza e dai presidenti delle commissioni II e IV con il compito di elaborare e di sottoporre alla giunta comunale un nuovo regolamento». Cose che non sono state ancora fatte.
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