Antica fognatura blocca i sottoservizi

20 Luglio 2018

Serve un nuovo progetto per preservare l’opera, la protesta dei residenti che non possono rientrare nelle case ristrutturate

L’AQUILA. Su via Fortebraccio molti antichi palazzi sono tornati alla luce. Ristrutturati, ma vuoti: i proprietari non possono rientrarvi a causa dei lavori per il passaggio dei sottoservizi, bloccati da mesi. Il ritrovamento di un’infrastruttura idrica, una fognatura dell’Ottocento, con stratigrafie precedenti, ha di fatto interrotto la realizzazione del tunnel intelligente. Un’opera da preservare, che ha richiesto l’intervento della Sovrintendenza e un cambio di programma rispetto alla tabella di marcia. Ma a sei mesi dal blocco del cantiere, esplode la protesta dei residenti, che vogliono tornare nelle proprie abitazioni.
«Il problema esiste», ammette Fabrizio Ajraldi, presidente della Gran Sasso Acqua, «dopo il ritrovamento dell'antica fognatura abbiamo dovuto realizzare un nuovo progetto per preservare lo storico reperto, che sarà oggetto di un successivo intervento di recupero». La fognatura corre lungo tutta via Fortebraccio fino al collettore sotterraneo del megaparcheggio: una sorta di cloaca maxima aquilana. La parte alta della strada è sventrata da mesi. È stato lasciato solo un piccolo passaggio pedonale, insufficiente per garantire un normale rientro nei palazzi ristrutturati dopo il sisma.
«Su via Fortebraccio non verrà realizzato il tunnel intelligente, ma si procederà al declassamento dell’infrastruttura, con un tubo più piccolo che non andrà ad impattare con la fognatura preesistente», afferma Ajraldi, «stiamo attendendo il parere della Sovrintendenza ai beni archeologici e monumentali, con cui abbiamo avuto una lunga interlocuzione, per procedere alla messa in sicurezza dell’opera. Sono stati necessari rilievi e verifiche che hanno richiesto del tempo. I lavori ripartiranno appena avremo l’autorizzazione della Sovrintendenza», assicura Ajraldi, «ai residenti della zona chiediamo ancora un po’ di pazienza. Ci rendiamo conto del disagio che stanno affrontando, ma il blocco del cantiere ha provocato problemi anche alla Gran Sasso Acqua, avendo sfalsato i tempi di intervento». Dal canto suo, la Sovrintendenza fa sapere «di aver atteso per circa tre mesi la presentazione del progetto di modifica, da parte della Gran Sasso, che è arrivato solo a fine giugno. Nell’arco di una settimana lo abbiamo trasmesso alla Commissione regionale per il patrimonio culturale, che lo ha già esaminato. Stiamo aspettando l’atto formale, che sarà poi inviato alla Gran Sasso Acqua».
«Solo allora sarà possibile far ripartire i lavori che porteremo avanti più velocemente possibile, con l’intento di preservare anche i ritrovamenti archeologici», dice Ajraldi.
Il tunnel dei sottoservizi è la più importante opera pubblica, in termini economici, in corso di esecuzione dopo il terremoto del 2009: una commessa da 80 milioni di euro per realizzare un tracciato di 12 chilometri che attraversa il sottosuolo della città. Il cosiddetto “tunnel intelligente” accoglierà, al suo interno, la rete idrica, elettrica, telefonica, fognaria e internet. (m.p.)
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