Antichi reperti nell’area della centrale Snam

A Case Pente spunta un sito archeologico e riparte il coro di no: la società rinunci a questo progetto
SULMONA. Un grande edificio antico, di epoca italica e romana, completamente sepolto, è stato individuato grazie a indagini radar e alcuni sopralluoghi preliminari, nel sito di Case Pente a Sulmona, nell’area interessata dal contestato progetto per la costruzione della centrale a compressione della Snam. La Soprintendenza archeologica competente parla quindi di elementi che «potrebbero già indicare la possibilità di prevedere una delocalizzazione dell'intervento in quest’area». Nel rapporto sulla verifica dell’interesse archeologico dell’area, trasmesso dalla Snam a febbraio 2019 all’allora Soprintendenza archeologica, l’indagine effettuata da una società specializzata aveva rivelato la presenza di materiale archeologico, ovvero frammenti di tegoloni e mattoni, pietre con evidenti tracce di lavorazione e frammenti ceramici «su tutta l'area oggetto della ricognizione». Il radar ha poi evidenziato «strutture antropiche sepolte», di cui una più rilevante e altre probabili. Gli archeologi aggiungono, quindi, che «la presenza massiccia di reperti e le pregresse segnalazioni, seppur generiche, non lasciano dubbi sull’esistenza di un insediamento diffuso e articolato nello spazio e nel tempo, a maglie larghe, di epoca italica e romana, compreso tra due importanti assi viari che dalla conca peligna si dirigevano e si dirigono verso est». La conclusione a cui giungono è che «la ricognizione archeologica ha portato all’individuazione di materiale archeologico antico sull’intera area». Per l’archeologo e coordinatore dell’Archeoclub Abruzzo, Alessandro Bencivenga, «la scoperta di un grande edificio sepolto è estremamente importante. Ritengo impensabile realizzare lì un impianto industriale svilendo le testimonianze archeologiche che sono a fondamento della storia e dell'identità dell'antico popolo dei Peligni». E tornano alla carica i Comitati ambientalisti: «Dopo questa ennesima incompatibilità del progetto con il nostro territorio, l’auspicio è che la Snam metta spontaneamente fine a una vicenda che si trascina da oltre 16 anni. È del tutto ingiustificabile l'accanimento con cui la Snam insiste nel voler imporre a Sulmona e all'intero comprensorio peligno un impianto del tutto anacronistico». Intanto il deputato abruzzese Andrea Colletti (L'Alternativa C'è annuncia un'interrogazione parlamentare per chiedere lo stop alla centrale Snam».
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