Antonio Centi: riprogettare il centro storico della città

7 Giugno 2015

L’idea: realizzare con gli attuali edifici una struttura direzionale per la cultura fra piazza del Teatro, piazza San Bernardino, l’ex distretto militare e il Forte

L’avvio dei lavori per la realizzazione dei cunicoli intelligenti da parte della Gran Sasso Acqua, oltre il valore in sé, ha plasticamente dimostrato che il nostro sistema istituzionale locale ha iniziato ad imboccare la strada dell’ innovazione nei processi ricostruttivi. In questo senso va anche la scelta strategica della città smart. Questo è il momento buono per dare spazio anche a prospettive visionarie, per dare ancoraggio alla smania di futuro della Città sparigliando sulle certezze. Credo che l’attuale Governo Comunale, ma direi l’intero Consiglio Comunale siano in questo momento i livelli migliori cui riferirsi operativamente; impreziositi anche dalle stimolazioni provenienti dalla straordinaria attuale articolazione associativa della società aquilana. In questo senso mi sentirei di riprendere l’idea di produrre una forte innovazione tesa a realizzare nel centro storico dell’Aquila la “Città Nuova” impiantata su immobili tradizionali, senza consumo di nuovo suolo. L’ideale – secondo me – potrebbe nascere da una grande riprogettazione urbanistica del complesso territoriale centrato su Piazza del Teatro, Piazza San Bernardino, ex Distretto Militare e vie limitrofe con l’imponenza della Basilica e relativa grandiosa scalinata. Qui potrebbe realizzarsi una nuova direzionalità culturale della Città con forti componenti di unicità, espressione anche delle comunità e delle aspirazioni di tutti i territori del “cratere”.

Nella città di Rovereto (40.000 abitanti) attraverso il Mart (Museo Arte Contemporanea) con le sue molteplici attività svolte nell’arco dell’anno si registrano dal 2012 mediamente 200.000 presenze turistiche nel corso di 12 mesi che hanno ridato vita ad una realtà dal forte declino industriale. Il Mart è diventato il centro propulsore dell’economia cittadina: dalle mostre permanenti alle mostre ricorrenti, dalle esposizioni dei prodotti d’identità alle presentazioni dei progetti dell’inventiva giovanile, dalle sfilate, ai concerti, alle serate a tema ecc. Il Mart è così diventato un centro di aggregazione sociale. La stessa Berlino non sarebbe probabilmente assurta negli ultimi anni ad importante città turistica senza la riprogettazione delle rovine del quartiere Tiergarten con l’affascinante disegno della nuova Potsdarmer Plaz ad opera di Renzo Piano con la realizzazione di Auditorium, sala per mostre, centri di esposizione ecc.

Credo che anche noi – è giunto il tempo - ci si debba cimentare con queste moderne suggestioni.

Il grande complesso ex De Amicis e l’ex Distretto Militare non potrebbero essere i pilastri riprogettati che con il Teatro, il Ridotto e le due Piazze diano sostanza al disegno visionario di un direzionale culturale con il prolungamento verso l’Auditorium del Parco e lo stesso Forte?

Non credo che altre città a noi vicine oggi siano facilmente in grado di potersi riprogettare, nei rispettivi centri storici, con una tale ampiezza strategica senza occupare un nuovo suolo. In questo potrebbe nascere un’originale e nuova competitività nell’ambito del contesto dell’Italia centrale, con la progettazione della “Città Bella” e della “Città Intelligente” (ad Aquila opera un’azienda che vince gare nazionali nel settore) ove è piacevole vivere, ove le mostre permanenti e temporanee, le esposizioni, le presentazioni, le sfilate, le rappresentazioni creative, i concerti, le tracciabilità identificative ecc. si propongono stabilmente per aggregare e stimolare, per incuriosire, per offrire qualità e per fare della cultura anche una forte proposta economica.

Siamo ancora in tempo?

*già sindaco dell’Aquila