Anziana rapinata, arrestato il nipote

Il giovane, messo alle strette, ha confessato di aver ferito la zia per rubarle i soldi che servivano per acquistare marijuana
SULMONA. È stato il nipote ad aggredire e a ferire la zia, sorella della nonna, per sottrarle i soldi che custodiva in casa.
Clamorosa svolta nella rapina messa in atto martedì pomeriggio ai danni di una 82enne che vive da sola in una villetta tra Sulmona e Pacentro.
Con un’inchiesta-lampo i carabinieri di Sulmona, guidati dal capitano Maurizio Dino Guida, sono riusciti a venire a capo di una vicenda che sembrava di difficile soluzione. Messo alle strette, il giovane, che ha solo 20 anni, ha confessato di aver fatto tutto da solo aggredendo la zia e colpendola ripetutamente alla testa.
«Avevo bisogno di quei soldi per acquistare un po’ di marijuana», avrebbe confessato il giovane ai carabinieri dicendo che, dopo aver colpito l’anziana zia, è riuscito a portare via 400 euro, in parte utilizzati proprio per acquistare del fumo che i carabinieri hanno poi ritrovato nella sua abitazione di Capestrano, dove vive con i genitori e un altro fratello adottivo come lui. In un primo momento si era pensato che a mettere a segno la rapina fossero stati i soliti ladri di appartamento che girano nella zona da alcuni mesi. Malviventi che, una volta scoperti dall’anziana, non avrebbero avuto scrupoli a colpire in testa la donna lasciandola a terra priva di sensi. Ma dalle indagini dei carabinieri sono via via emersi molti punti d’ombra nella vicenda, tanto da mettere in dubbio l’ipotesi in un primo momento più accreditata.
Soprattutto dopo la deposizione dell’anziana aggredita, la quale, nel raccontare ciò che le era accaduto, si sarebbe più volte contraddetta. Particolare che ha fatto ritenere ai carabinieri che la donna stesse cercando di coprire qualcuno. Da qui la decisione di andare a far “visita” ai nipoti di Capestrano. La svolta si è avuta quando, nel corso della perquisizione, eseguita in collaborazione con gli uomini della Scientifica del commissariato di Sulmona, i carabinieri hanno visto che sulle scarpe del giovane c’erano alcune macchie di sangue. E le successive analisi hanno confermato che quel sangue era della zia aggredita. Prova inconfutabile che ha portato il magistrato a prendere la decisione di trasformare il fermo in arresto, disponendo per il 20enne la misura restrittiva dei domiciliari.
Il ragazzo si trova ora nella sua casa di Capestrano a disposizione del magistrato per l’interrogatorio di garanzia che sarà effettuato nei prossimi giorni. Nel frattempo i carabinieri proseguono le indagini anche su un altro versante: vogliono scoprire da chi il giovane abbia acquistato la sostanza stupefacente che hanno ritrovato nella sua abitazione. E su questo fronte sono attese a giorni ulteriori novità.
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