Anziano indagato per l’incidente: verifiche sul rinnovo di patente

19 Dicembre 2023

L’83enne è accusato di omicidio stradale per la morte del motociclista di 26 anni Esposito ad aprile Secondo una perizia tecnica ha provocato il pericolo impegnando l’incrocio in maniera non corretta  

SULMONA. «La moto andava troppo forte e mi è arrivata addosso senza che io abbia avuto la possibilità di poter calcolare i tempi di inserimento sulla strada provinciale». Fin dal primo momento si è difeso così, Quintino Di Loreto, l’83enne di Pratola Peligna che era alla guida dell’auto coinvolta nel tragico incidente del 19 aprile scorso sulla provinciale 11 a Raiano, in cui perse la vita Alessio Esposito, il motociclista 26enne anche lui di Pratola Peligna. E proprio sulla scorta di queste dichiarazioni e alla luce dell’età del conducente dell’auto che il sostituto procuratore Edoardo Mariotti ha avviato accertamenti sulle modalità di rinnovo della patente di guida.
Fin dal primo momento Di Loreto, finito sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale, ha sempre sostenuto di non aver alcuna responsabilità. Nei giorni scorsi il suo legale, l’avvocato Emanuele Colaiacovo, ha ricevuto dalla procura l’avviso di conclusione delle indagini e, dal momento della notifica, ha ora venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere che il suo assistito venga interrogato. Dopodiché la Procura trarrà le conclusioni: o con la richiesta di archiviazione o con quella di rinvio a giudizio.
Sulla tragica vicenda il sostituto procuratore Mariotti, aveva ordinato una doppia perizia. Quella cinematica, svolta dall’ingegnere Marco Colagrossi, ha accertato che, fermo restando il superamento dei limiti di velocità della moto guidata da Esposito, l’automobilista indagato avrebbe effettuato non perfettamente la manovra d’immissione, in particolare non conformemente a quanto disposto dal Codice della strada, per aver quindi creato il pericolo che poi ha portato al sinistro.
Inoltre nella perizia è stato ricostruito che la manovra d’immissione dell’autovettura sarebbe iniziata a meno di un secondo dall’urto, senza lasciare alcuna possibilità a Esposito di evitare l’impatto. Che l’incidente sia stato causa del decesso lo ha stabilito poi l’autopsia eseguita dal medico legale, Ildo Polidoro, secondo il quale «il sinistro deve essere considerato causa unica ed esclusiva della morte della persona offesa». Sono invece risultati negativi gli esami tossicologici. Dal canto suo l’anziano si era difeso, spiegando di non aver avuto la possibilità di calcolare gli spazi per essersi visto piombare la moto sull’arteria stradale.
Un particolare che ha permesso di ampliare il raggio delle indagini anche sulle modalità di rinnovo da parte della commissione medica della patente di guida.
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