Appalti scuole, chieste undici condanne

18 Maggio 2019

Pm duri con l’ex manager Specchio e l’ex presidente Del Corvo: otto anni per il primo e 2 anni e dieci mesi per il politico

L’AQUILA. «Spregio delle norme, scelte che non corrispondono all’interesse pubblico, protervia nel raggiungere obiettivi illeciti». E, anche «un coacervo di cointeressenze per dinamiche illecite».
Non hanno usato mezzi termini i pubblici ministeri Stefano Gallo e Roberta D’Avolio nel raccontare la loro verità su una delle vicende giudiziarie più clamorose degli ultimi anni: presunte irregolarità negli appalti per restaurare le scuole in Marsica e Valle Peligna a fronte di soluzioni a costo zero. Il processo, è alle ultime battute e ieri sono state rese note le 11 richieste di condanna.
Nel mirino c’è soprattutto l’ex manager della Provincia, Valter Angelo Specchio, colui che secondo i pm sarebbe il principale responsabile della mega truffa. Per lui, che respinge ogni accusa, sono stati chiesti otto anni di carcere.
Due anni e dieci mesi sono stati chiesti per l’ex presidente della Provincia Antonio Del Corvo. Sono stati invocati due anni per Giancostantino Pischedda, procuratore speciale di una ditta che ha fatto lavori ad Avezzano. Due anni e otto mesi sono stati chiesti per l’imprenditore Roland Vanni sospettato di false fatturazioni e per Franco Rossano Palazzo, accusato con Specchio, della realizzazione di un impianto di telecontrollo dei lavori mai completati. Gli imprenditori Stefano e Maurizio De Pascale, secondo i pm devono essere condannati a due anni e dieci mesi per turbativa d’asta. I tecnici avezzanesi Cesidio Serafini e Amedeo Figliolini rischiano un anno e 4 mesi di carcere. Chiesto un anno per truffa per il celanese Giuseppe Fantozzi, e un anno e otto mesi l’imprenditore Domenico Cifani. Del Corvo, dunque, è chiamato in causa per appalti del piano «Scuole sicure». Gli si contesta di aver avallato la «somma urgenza» dei lavori «per consentire affidamenti diretti laddove erano state prospettate soluzioni meno costose». A Del Corvo, è contestata l'acquisizione di un fabbricato ad Avezzano per ospitare due scuole, «Bellisario» e «Serpieri», con un ingiusto profitto per la società titolare, rappresentata da Serafini e Figliolini, ignorando proposte più convenienti.
C'è poi il capitolo su Specchio. Al di là degli affidamenti degli appalti ci sono anche delle contestazioni di peculato per avere usato una macchina dell'ente a fini privati. Sotto processo anche Giancostantino Pischedda procuratore speciale per aver fatto dei lavori: in cambio di vantaggi economici concessi a Specchio, l'imputato avrebbe sollecitato determinazioni di pagamento per dei lavori utilizzando somme destinate ad altre voci di bilancio. Specchio, in concorso con i De Pascale, gestori di una ditta, è accusato di turbativa d'asta per avere fatto aggiudicare alla ditta da loro rappresentata dei lavori al Liceo Pollione. L'ex dirigente provinciale, inoltre, è accusato di avere affidato all'imprenditore Palazzo la realizzazione, mai terminata, di un impianto di telecontrollo dei lavori. Una tentata truffa è imputata a Fantozzi, titolare di un ristorante di Avezzano, per aver formato alcune fatture illegali a vantaggio di Specchio.
La presidenza del Consiglio dei ministri, tramite la rappresentante Rosa Corciulo ,ha chiesto danni materiali e di immagine per 6 milioni.
Il Comitato 3.32, tramite l’avvocato Fausto Corti ha chiesto una somma simbolica mentre 200mila euro sono stati chiesti, tramite l’avvocato Lorenzo Cappa, da Annalucia Bonanni che si è sostituita alla Provincia (inerte), con l’ok dei giudici, nella costituzione di parte civile.
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