Appalti su chiese e beni culturali: slitta l’udienza per 22 imputati

L’AQUILA. Slitta al 20 settembre l’udienza del processo su presunti appalti irregolari nella ricostruzione post-terremoto di beni culturali ed ecclesiastici. Il Tribunale è ancora nella fase di...
L’AQUILA. Slitta al 20 settembre l’udienza del processo su presunti appalti irregolari nella ricostruzione post-terremoto di beni culturali ed ecclesiastici. Il Tribunale è ancora nella fase di verifica della costituzione delle parti. Per questo l’udienza è stata rinviata per il rinnovo delle notifiche irregolari e l’eventuale apertura del dibattimento. Ventidue gli imputati tra imprenditori, professionisti e funzionari del ministero dei Beni culturali e della Soprintendenza. I reati contestati vanno dalla corruzione, al falso, fino all’abuso d’ufficio e alla turbativa d’asta. Dodici gli appalti coinvolti. Tra gli edifici finiti nel mirino della Procura ci sono la chiesa di Santa Maria Assunta (Tione degli Abruzzi), la chiesa di San Domenico (Sulmona), la chiesa di San Salvatore (Civitaretenga), la Badia (Sulmona), le Mura civiche dell'Aquila (tratto piazza Duca degli Abruzzi – Porta Branconia), la Torre medicea di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), la chiesa di San Sisto all’Aquila, il teatro comunale dell’Aquila e la chiesa di San Biagio a Cappadocia (L’Aquila). Le indagini, svolte dai carabinieri del Nucleo investigativo dell’Aquila, iniziarono nel 2017 quando emerse un sistema di assegnazione degli appalti a imprese amiche dietro corresponsione di danaro a funzionari pubblici. L’operazione denominata “L'importante è partecipare” era nata dalle intercettazioni emerse dall’inchiesta della procura aquilana sugli appalti della Regione e aveva portato all’arresto ai domiciliari di dieci persone e a cinque interdizioni dall’esercizio della professione. Gli indagati inizialmente erano 26, ma per alcuni c’è stato il proscioglimento, mentre altri hanno scelto il rito abbreviato. Le richieste di rinvio a giudizio sono state avanzate dal pubblico ministero Simonetta Ciccarelli. Sotto processo sono finiti Lionello Piccinini (rup), Gianfranco D’Alò (direttore dei lavori), Mauro Lancia (imprenditore), Valerio Agostinelli (tecnico), Giorgio Aldo Pezzi (rup) e Berardino Olivieri (direttore dei lavori). E ancora gli imprenditori Graziantonio e Antonio Loiudice, Ernesto Penzi, Lucio Piccinini, Vito Giuseppe Giustino e Leonardo Santoro. Il direttore dei lavori e il vice, Marcello Marchetti e Alessandra Del Cane, i tecnici Michele Fuzio, Domenico Pazienza, Michele Buzzerio, Antonio Zavarella e Pasquale Marenna. Gli architetti della Soprintendenza Franco De Vitis e Giuseppe Liberati e il geometra Giuseppe Rossi.

