Appalto bar del tribunale: la gestione resta a Morelli

I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato dalla ditta Gallucci «La scelta è rimessa alla decisione discrezionale dell’amministrazione»
L’AQUILA. Il Tar ha respinto il ricorso della ditta Gallucci sulla gestione del bar del tribunale (non ancora attivato) affidata dal Comune alla ditta di Michele Morelli. «Considerato», questa la motivazione della relatrice Lucia Gizzi, «che a un sommario esame e, in disparte ogni valutazione delle eccezioni pregiudiziali da approfondire nella sede di merito, la domanda cautelare non appare sorretta dal prescritto fumus boni iuris, essendo qualificabile l’appalto in questione come concessione di servizio, essendo rimessa all’amministrazione comunale la scelta discrezionale di proseguire o meno l’attività contrattuale originaria».
Per questo il collegio (Amicuzzi, Di Cesare, Gizzi) ha respinto il ricorso e ha condannato la parte ricorrente al pagamento delle spese che ha liquidato in 800 euro.
La parte resistente, ovvero Michele Morelli, è stato assistito dall’avvocato Roberto Colagrande. Il ricorrente, ovvero Giuseppe Gallucci, è assistito dagli avvocati Luciano Bontempo e Ubaldo Lopardi, i quali meditano l’ipotesi di un ricorso al Consiglio di Stato in chiave cautelare ma, stando agli atti, la sospensiva è stata respinta. Anche il Comune si era costituito contro i ricorrenti tramite l’avvocato dell’ente Domenico de Nardis. Nel mirino del ricorso c’era la delibera di affidamento da parte del funzionario municipale Lucio Nardis.
Al di là della controversia giudiziaria resta comunque la lungaggine del Comune che, di fatto, non ha ancora disposto la riapertura del bar. La mancanza di questo servizio dentro il palazzo di giustizia è auspicata da tutti coloro che frequentano quegli uffici, che spesso devono trattenersi anche nel pomeriggio.
Anche perché ci sono molte controversie che, andando per le lunghe, obbligano molte persone, talvolta provenienti da fuori città, a restare nel palazzo anche dopo pranzo, con disagi evidenti. Gli stessi impiegati, che sono aumentati per l’arrivo degli addetti da altre sedi dismesse, non tollerano di dover chiedere un permesso per uscire e andare a prendere un caffè visto che i due bar situati in via XX Settembre non sono vicini.
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