Appalto Centro culturale In tre sotto processo

9 Novembre 2017

Tornimparte, contestate le procedure per l’affidamento dei lavori di restauro Ma il gup ha scagionato i componenti della commissione aggiudicatrice

L’AQUILA. L’affidamento dei lavori di ristrutturazione di un centro culturale a Villagrande di Tornimparte è stato al centro di un’inchiesta penale che ieri è sfociata in tre rinvii a giudizio e altrettanti proscioglimenti. Si tratta di persone tutte residenti tra Scoppito e Tornimparte. Le accuse prospettate sono quelle di turbativa d’asta e truffa ai danni dello Stato. L’inchiesta porta la firma del compianto maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace deceduto sotto le macerie del terremoto di Accumoli.
Sotto processo, con accuse tutte da dimostrare sono finiti Giacomo Giansante, Simone Di Girolamo e Roberto Ceccoli. Per il primo e il terzo le contestazioni sono di turbativa e truffa, mentre Di Girolamo è accusato solo di truffa. Il giudice per le udienze preliminari, Guendalina Buccella, inoltre, ha definitivamente scagionato Mario Catena, Rinaldo Colaiuda, Domenico Cipolloni.
Secondo l’accusa, Giansante, nella veste di presidente della commissione di gara, di Rup e dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Tornimparte, avrebbe omesso la pubblicazione del bando facendo in modo da condizionare lo svolgimento della gara stessa. Avrebbe poi nominato come commissari di gara i tre che sono stati prosciolti che, secondo il pm, non erano idonei a valutare anche gli aspetti tecnici della progettazione. Il pm, nella sua richiesta di rinvio a giudizio, parlava «di collusioni e mezzi fraudolenti» in relazione alla turbativa della gara. Sempre secondo l’accusa il progetto era stato rimaneggiato fino a poche ore prima della gara da parte di Di Girolamo, nominato da Giansante direttore dei lavori. Nell’ambito della turbativa, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato omesso di rilevare la natura anomala dell’offerta presentata da una ditta edile aquilana (estranea alle indagini) rappresentata da Ceccoli che ha realizzato l’opera per un valore inferiore al milione di euro. Secondo la difesa, invece, le procedure sono state ampiamente rispettate e non è stato speso un euro in più del dovuto. Nel corso dell’udienza camerale le accuse sono state sostenute dal pm Stefano Gallo mentre gli imputati, poi mandati a giudizio, sono assistiti dai legali Fabio Alessandroni, Roberto Madama e Claudio Verini. L’avvocato Adriano Calandrella, invece, ha assistito i tre scagionati. Il processo si svolgerà in tribunale il 16 febbraio del prossimo anno. Dubbi sulle procedure di ricostruzione di quella struttura furono espressi anni fa in un’interrogazione al Comune di Tornimparte da parte del consigliere Di Benedetto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA