Appalto De Amicis, cade l’abuso d’ufficio

15 Luglio 2019

Giudice scagiona i vertici del Provveditorato. Ma i restauri della scuola, contesi da due ditte, sono bloccati da dieci anni

L’AQUILA. Il groviglio di controversie giudiziarie intorno all’appalto per il restauro della scuola De Amicis si assottiglia con l’archiviazione della causa penale. Ma restano intoppi da superare per un reale avvio dei lavori.
La novità è rappresentata dal fatto che il giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Romano Gargarella, ha archiviato l’inchiesta, per abuso d’ufficio, nonostante l’opposizione della ditta Mgm, a carico del Provveditore interregionale alle opere pubbliche, Vittorio Rapisarda e del dirigente tecnico Gennaro Di Maio, i quali sono stati assistiti dall’avvocato Carlo Peretti. Erano stati indagati dopo che la ditta Mgm, che ottenne l’appalto, poi revocato, aveva presentato un esposto contro la decisione di far scorrere la graduatoria una volta accertata l’esclusione. Secondo Gargarella non sono emerse e nemmeno sono desumibili ragioni che avrebbero indotto gli indagati a pregiudicare gli interessi della società che ha fatto opposizione e tantomeno a favorire altri. Di qui l’archiviazione del procedimento.
Ma, a prescindere da questa importante decisione, che comunque chiude un filone giudiziario, l’impressione è che i tubi Innocenti continueranno a sorreggere la struttura, che fu la scuola elementare aquilana per antonomasia per generazioni, ancora molto a lungo. La De Amicis è destinataria di fondi statali per milioni cui vanno aggiunti i soldi raccolti dalle cantanti Fiorella Mannoia, Giorgia, Gianna Nannini, Laura Pausini, Elisa con un concerto. L’avvio dei lavori sembra ancora tra le sabbie mobili dopo 10 anni dal sisma. Nel 2012 ci fu una procedura a evidenza pubblica con aggiudicazione dei lavori che andarono alla Mgm nel 2013; la ditta firmò il contratto nel 2015, poi sciolto per perdita dei requisiti Soa. Poi, su scelta del Provveditorato ci fu lo scorrimento della graduatoria delle imprese partecipanti (avversato da Mgm) e la scelta finale designò il Consorzio Stabile Sei.
Fu proprio l’Anac che dette alla stazione appaltante la libertà di decidere se far scorrere la graduatoria delle imprese che parteciparono alla gara, o ricominciare daccapo. Nel nome del preminente interesse pubblico il Provveditorato interregionale scelse la via più veloce dello scorrimento della graduatoria, contro cui si appellò Mgm.
Al momento, viste le diversità di vedute tra Tar e Consiglio di Stato, è ancora da stabilire chi debba fare i lavori e, poche settimane fa, il Provveditorato alle opere pubbliche ha bloccato i restauri in attesa che arrivi un provvedimento definitivo del Consiglio di Stato.
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