Appalto mensa terremotati: 4 nei guai

30 Gennaio 2018

Pm contabile cita per un milione e 797mila euro i componenti della commissione aggiudicatrice e un dirigente Sge

L’AQUILA. Il viceprocuratore generale della Corte dei conti, Roberto Leoni, ha citato a giudizio per un presunto danno erariale da un milione e 797mila euro, coloro che assegnarono l’appalto per la fornitura del servizio mensa ai terremotati e studenti nella Scuola ispettori della Finanza e nella caserma Campomizzi. Si tratta di Sisto Russo e Gerarda Iannarone, entrambi campani, Antonella Angela Maria De Felice, nata a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, Carlo Visca, aquilano, domiciliato a Villa Santa Lucia degli Abruzzi. Si tratta di una storia molto controversa che parte dall’immediato post-sisma dove tutto si svolse in tempi forse troppo brevi. La commissione affidò l’appalto alla ditta “Orgoglio aquilano consorzio produttori riuniti”, ma ci fu subito il ricorso alla magistratura amministrativa della ditta romana Essebi, patrocinata dall’avvocato Fausto Corti, che sosteneva di aver fatto un’offerta più conveniente per l’amministrazione pubblica circa la gestione del servizio. E, infatti, sia pure dopo un certo tempo, la Essebi fu risarcita dallo Stato per l’esclusione.
Poi, nel corso delle indagini della polizia tributaria della Finanza per conto della Procura contabile, emersero presunti danni erariali di un certo livello per lo Stato a fronte del fatto che gli assistiti erano davvero tanti: 1.300 per ciascuno dei tre pasti alla Scuola sottufficiali e 450 alla Campomizzi. Le accuse, ancora tutte da dimostrare, sono pesanti. «I componenti della commissione, Russo, Iannarone e De Felice», sostiene la Procura contabile, «hanno agito con assoluto spregio delle regole di prudenza e buona amministrazione poiché non hanno minimamente valutato l’offerta più vantaggiosa». Visca, in particolare, è chiamato in causa nella veste di coordinatore della Struttura gestione emergenza-area amministrativa contabile dell’Ufficio del commissario delegato. Gli si contesta la terza proroga alla ditta, poi esclusa, con condotta colposa ma «incauta». La ripartizione degli importi per il risarcimento è di 477mila euro per Russo, 334mila per la Iannarone, 143mila per la De Felice e 843mila per Visca. La stessa Procura ha scagionato l’ex commissario delegato, Gianni Chiodi, e Federico Tedeschini, della commissione tecnico scientifica. Russo, nelle memorie difensive, ha sostenuto la correttezza delle valutazioni. Iannarone ha fatto simili controdeduzioni. La De Felice ha sostenuto di non avere una preparazione professionale specifica e la rapidità eccessiva dei tempi della decisione. Visca si dichiara estraneo e ha eccepito la prescrizione.
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