Appalto Opera salesiana Lorenzini esce dal processo

Corruzione, prescrizione per lui e per uno dei capi di imputazione di Riga Si torna in aula il 23 ottobre per l’ex vicesindaco e l’imprenditore Mancini
L’AQUILA. Primi verdetti nel processo a carico di imprenditori e dell’ex vicesindaco Roberto Riga, accusati di presunte tangenti per i lavori di restauro (terminati) del complesso dell’Oratorio salesiano in viale don Bosco, opera dal costo di 28 milioni.
Secondo le indagini, l'ex vicesindaco si sarebbe speso con il rappresentante legale dell’Opera salesiana per favorire l’affidamento della ricostruzione post-sisma alla ditta di Massimo Mancini e, in cambio, avrebbe stipulato in favore del costruttore, un contratto di affitto di 12 anni, 6 anni più 6, di un’abitazione acquistata in precedenza, con un canone notevolmente superiore ai prezzi di mercato, pagato al politico. Più in particolare, Riga (che nega ogni addebito) è accusato di aver spinto la giunta a concedere una procedura eccezionale, in deroga alle norme, per restituire al più presto l’oratorio ai ragazzi.
Per il sostituto procuratore David Mancini, una tangente a tutti gli effetti. Nel procedimento c’erano anche altri due imprenditori, Simone Lorenzini e Sandro Martini. La posizione di quest’ultimo è stata stralciata da tempo visto che gli atti sono stati trasferiti a Teramo. Nei giorni scorsi, dunque, il nuovo collegio presieduto dal giudice Alessandra Ilari ha dichiarato la prescrizione per un capo di imputazione riguardante Lorenzini e Riga. Per cui Lorenzini, sul quale non pendevano altre contestazioni, è fuori dal processo mentre la posizione di Riga è comunque alleggerita in vista della prosecuzione del processo.
Riga, dal canto suo, ha sempre negato ogni accusa, come del resto Mancini, già vicepresidente dell’Aquila calcio, sostenendo che, comunque, il contratto d’affitto contestato è stato stipulato a canone di mercato e non di favore. Il suo legale ha sempre parlato di accuse nulle perché troppo generiche.
Anche i legali di Mancini hanno sempre sostenuto il medesimo concetto. «Emergerà nel processo», dissero dopo il rinvio a giudizio, «che nessuna corruzione sussiste, perché nessun atto contrario ai doveri d’ufficio è stato compiuto in cambio di una indebita retribuzione». Nel corso del procedimento Riga è assistito dall’avvocato Luciano Bontempo, Mancini dagli avvocati Luca Marafioti, Tiberio Gulluni, Dario Visconti e Lorenzini, che ha sempre avuto una posizione defilata insieme a Martini, dall’avvocato Fabrizio Lazzaro. Il processo riprenderà il 23 ottobre e si spera di poterlo concludere entro l’anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

