Appalto pulizie del San Salvatore i sindacati si rivolgono al prefetto

15 Luglio 2021

Nel mirino la mancata ricezione delle spettanze di fine rapporto per i lavoratori passati a un’altra ditta L’Azienda sanitaria per il momento non replica alle istanze di Confsal, Cgil, Cisl e Uil. Il nodo dei crediti

L’AQUILA. Non hanno ricevuto le spettanze di fine rapporto, dopo essere transitati da una ditta all’altra. Ma gli addetti alle pulizie dell’ospedale San Salvatore e dei distretti sanitari dell’Aquila continuano a lavorare per senso di responsabilità e i sindacati, dopo aver sollecitato un tavolo di confronto all’Asl senza ottenere risposte, chiedono ora che la vertenza approdi in prefettura. I lavoratori devono essere pagati dalla società Diemme, che ha gestito l’appalto fino al subentro della Dusmann: «La Diemme ha formalmente dichiarato», spiegano Luigi Antonetti della Filcams-Cgil, Alessandra Salustri della Fisascat-Cisl e Andrea De Amicis della Uiltrasporti, «che, per motivi oggettivi, è impossibilitata a procedere ai pagamenti, “per presunti e importanti crediti che la stessa vanta nei confronti della Asl”. Nonostante la problematica da noi sollevata, i lavoratori interessati a tale appalto continuano a garantire con una grande professionalità il loro operato, mantenendo in sicurezza, pulito e sanificato l’intero ospedale e i distretti dell’Aquila». Secondo i sindacati, «fino a oggi l’azienda sanitaria non si è preoccupata delle legittime spettanze delle operatrici e degli operatori. Un atteggiamento che dimostra una grande indifferenza alle problematiche sollevate, in merito al pagamento delle spettanze di fine rapporto di lavoro dovuto dalla società a tutti i lavoratori facenti parte dell’appalto in questione».
«Per questo», continuano i sindacalisti, «ci siamo visti costretti ad avanzare richiesta di convocazione al prefetto, allo scopo di essere ricevuti, unitamente all’Asl e alla Diemme. Bisogna sottolineare che quest’ultima aveva già dato piena disponibilità a un possibile incontro congiunto». La speranza è che si arrivi a una soluzione che scongiuri il ricorso alle vie legali: «L’Asl, come committente», chiariscono i sindacati, «ha delle responsabilità giuridiche così come disciplinato dal codice degli appalti pubblici. La norma prevede che il procedimento dell’intervento sostitutivo per inadempienza retributiva dell’impresa affidataria diventa un obbligo per la stazione appaltante». Sulla stessa vicenda è intervenuta precedentemente anche la Confsal. L’Asl, contattata dal Centro, al momento non replica.
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