Appalto Salesiani, Comune parte civile contro Riga

L’AQUILA. Il Comune, tramite l’ufficio legale, si costituirà parte civile nel processo a carico dell’ex assessore municipale e vice sindaco Roberto Riga, del costruttore Massimo Mancini, e del...
L’AQUILA. Il Comune, tramite l’ufficio legale, si costituirà parte civile nel processo a carico dell’ex assessore municipale e vice sindaco Roberto Riga, del costruttore Massimo Mancini, e del commerciante e subappaltatore Simone Lorenzini che ha una posizione più defilata.
Il processo si doveva fare pochi giorni fa ma è stato rinviato al 16 novembre a causa dello sciopero degli avvocati penalisti. Si tratta di una delle vicende giudiziarie più eclatanti legate alla ricostruzione. Un'inchiesta che, all'epoca dei fatti, fece tremare l'amministrazione comunale visto che coinvolgeva il numero due della giunta guidata dal sindaco Massimo Cialente. Al vaglio del tribunale la ristrutturazione della sede dell'Opera salesiana in viale don Bosco. Si tratta di un appalto sostanzioso per una struttura edificata nel 1932 che ha rappresentato per decenni una tappa quasi obbligata dell'adolescenza di molti aquilani. Secondo le indagini della Finanza, ma respinte energicamente dai difensori, l'ex vicesindaco si sarebbe speso con il rappresentante legale dell'Opera salesiana per favorire l'affidamento alla ditta di Mancini e, in cambio, avrebbe stipulato con il costruttore un contratto di affitto di 12 anni, 6 anni più 6, di una delle due abitazioni acquistate in precedenza dalla moglie, con un canone notevolmente superiore ai prezzi di mercato. Insomma una tangente a tutti gli effetti secondo il pm David Mancini.
Riga, al contrario, ha sostenuto che le sue operazioni contabili sono tracciabili e, dunque, tutto si sarebbe svolto secondo le regole.
Inoltre la locazione immobiliare, secondo la difesa, era infatti non solo effettiva ma, altresì, pienamente in linea con il reale valore e con i prezzi di mercato, includendo arredi, luce, acqua, riscaldamento e condominio. Gli avvocati degli accusati sono Luca Marafioti Dario Visconti, Lucianmo Bontempo, Fabrizio Lazzaro, Massimo Carugno, si stupirono quando ci fu il rinvio a giudizio immaginando altri scenari.«La difesa», commentò «Marafioti, confida nella possibilità di dimostrare dinanzi al tribunale pubblicamente la piena innocenza di Mancini e degli altri».
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