Appalto sulle divise Asm Contravvenzione per tre

18 Gennaio 2018

L’AQUILA. Si è conclusa con tre oblazioni la prima parte dell’inchiesta riguardante presunte irregolarità nell’acquisto di divise, forse non a norma, per 58mila euro. Si tratta di divise che dovevano...

L’AQUILA. Si è conclusa con tre oblazioni la prima parte dell’inchiesta riguardante presunte irregolarità nell’acquisto di divise, forse non a norma, per 58mila euro. Si tratta di divise che dovevano essere indossate in occasione dell’Adunata degli alpini nel 2015 da parte degli addetti dell’Asm.
Nella vicenda, in un procedimento stralcio, infatti erano indagate alcune persone che in tempi diversi sono stati ai vertici dell’Asm per le quali c’è stato l’avviso di conclusione delle indagini con una contestazione molto diversa da quella principale.
Si tratta di Rinaldo Tordera, ex manager dell’Aquilana società multiservizi, Francesco Rosettini, attuale amministratore unico, ma, va precisato, nominato dopo questi fatti, e Fabio Ianni, responsabile unico del procedimento.
Il reato loro contestato era di natura contravvenzionale e, dunque, definibile con l’oblazione. Hanno pagato poco più di 3mila euro a testa e sono usciti dalla vicenda visto che il reato ora è estinto.
Si trattava, in particolare, dell’articolo 55, 4°comma, lettera b, del decreto legislativo 81/2008 che riguarda la sicurezza sul lavoro. Gli indagati sono stati assistiti dagli avvocati Antonio Valentini, Alessandro Piccinini, Amedeo Ciuffetelli.
L’indagine, portata avanti dalla Guardia di finanza, era scaturita dopo una denuncia dei sindacati. Secondo l’esposto l’Asm aveva «acquistato oggetti che non hanno specifiche minime di sicurezza» e lo ha fatto con un bando da 58 mila euro «senza effettuare la relativa gara, ma procedendo ad assegnazione diretta».
Il processo, nel quale l’accusato, Daniele Adriani, funzionario Asm, sarà assistito dall’avvocato Ferdinando Paone, inizierà oggi.
Secondo l’accusa sarebbe stata necessaria una gara e non bisognava ricorrere ad altre modalità per avere tale dotazione. L’accusa contestata dalla Procura è di abuso d’ufficio.
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