Appartamento a fuoco, casa sgomberata

Gli inquilini: «Salvati dai cani che ci hanno svegliati abbaiando». Nessun danno serio al palazzo, ma l’abitazione è inagibile
SULMONA. Già la cucina era stata invasada fiamme e fumo, ancora pochi minuti e sarebbe scoppiato l’inferno. A evitare che l’incendio si propagasse per tutte le stanze sono stati i due cani presenti nella casa che hanno iniziato ad abbaiare svegliando l’intero stabile. Tragedia sfiorata ieri notte, in un condominio di via Ugo La Malfa a ridosso di piazza Venezuela. Un corto circuito partito dal frigorifero ha provocato un principio di incendio che si è sviluppato rapidamente in cucina mettendo in pericolo le tre persone che si trovavano nell’appartamento al primo piano del palazzo. All’abbaiare dei cani la proprietaria si è alzata dal letto e dopo aver raggiunto la cucina si è trovata in mezzo all’inferno. Subito è scattato l’allarme con l’intervento dei vigili del fuoco. Sono stati momenti di panico per tutti gli inquilini che abitano nel palazzo ma soprattutto per le tre persone che si trovavano all’interno dell’appartamento che stava andando a fuoco che hanno dovuto abbandonare la casa invasa dal fumo. Duro il lavoro dei vigili del fuoco che hanno operato in una situazione di grande pericolo per i fumi tossici sprigionati dai gas presenti negli elettrodomestici della cucina. Subito è stato disposto lo sgombero degli inquilini dello stabile che sono potuti rientrare al termine delle operazioni di spegnimento dell’incendio e di bonifica. Solo la famiglia interessata dell’incendio non ha potuto farlo perché i vigili del fuoco hanno dichiarato l’appartamento inagibile per i danni provocati dalle fiamme sia all’impianto elettrico che a muri e mobili, soprattutto quelli della cucina andata praticamente distrutta. «Se siamo ancora vivi lo dobbiamo ai nostri due cani che ci hanno svegliato in tempo», racconta Maria Grazia Civitareale. «Ero andata a dormire verso mezzanotte dopo aver sbrigato tutte le faccende e aver salutato mio figlio e la fidanzata. Mai mi sarei aspettata questa notte d’inferno». Per i rilievi sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Sulmona, anche se è stato chiaro fin dall’inizio che a provocare l’incendio è stato un corto circuito. Nel frattempo i servizi sociali del Comune si sono attivati per trovare una sistemazione provvisoria alla famiglia costretta a uscire di casa. «Saranno ospitati per una decina di giorno dalla Caritas in un locale in casa Zaccheo», afferma l’assessore Mauro Tirimacco che si è dato da fare fin dal primo momento per trovare una soluzione. «Oggi», dice, «insieme al funzionario e alla responsabile dei servizi sociali faremo una ricognizione delle case disponibili per risolvere la situazione in attesa che l’appartamento andato a fuoco venga reso agibile».
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